Venezia 79: Bones and All, la recensione del film di Guadagnino con Timothée Chalamet

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Di Simone Fabriziani

Questa è la storia dell’amore che nasce tra Maren (Taylor Russell), una ragazza che sta imparando a sopravvivere ai margini della società, e Lee (Timothée Chalamet), un solitario dall’animo combattivo; un viaggio on the road di due giovani che, alla continua ricerca di identità e bellezza, tentano di trovare il proprio posto in un mondo pieno di pericoli e che non riesce a tollerare la loro natura. Presentato in concorso alla 79° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Bones and All è il nuovo film diretto da Luca Guadagnino, che torna dietro la macchina da presa di un lungometraggio cinematografico dai tempi di Suspiria del 2018.

Bones and All è un film di prime volte per Luca Guadagnino; è difatti la primissima pellicola che il regista realizza in terra statunitense nonostante sia dai tempi di A Bigger Splash che l’autore palermitano è dietro la macchina di presa di co-produzioni ed interpreti in lingua inglese. Tratto dal romanzo omonimo pubblicato da Camille DeAngelis (a breve verrà edito in Italia), il nuovo lungometraggio del riverito autore di Chiamami col tuo nome e Io sono l’amore conferma lo straordinario talento di Guadagnino nel saper raccontare con grande onestà intellettuale, passione e vividezza i tumulti dell’anima degli adolescenti del suo cinema. Nella sua ultima produzione dietro la macchina da presa, il cineasta italiano ha saputo regalare al suo fedelissimo pubblico (e la critica non ha fatto altro che seguire) racconti di formazione straordinari e già pietre miliari dei coming of age movie post-moderni; non solo il cult Chiamami col tuo nome, ma anche la splendida miniserie teen We Are Who We Are di recente uscita.

Bones and All si inscrive perfettamente nella nuova poetica di Guadagnino regalando un ritratto cinematografico dolce, dolente e particolarmente commovente dell’adolescenza nell’America di provincia degli anni ’80. Prima racconto di formazione puro e duro, poi teen drama dalle tinte horror, il film si muove con grazia e straordinario equilibrio di toni ed intenzioni all’interno del viaggio on the road che la giovane Maren (Taylor Russell qui è una rivelazione) compie nell’America profonda assieme al tenebroso e spiantato Lee, che con la ragazza condivide uno dei suoi più grandi segreti.

Luca Guadagnino sbarca letteralmente negli Stati Uniti con questo sorprendente adattamento dal romanzo della DeAngelis rispettando luoghi, intenzioni e desideri intimi dei suoi protagonisti e realizzando quindi un racconto di formazione in chiave horror che guarda con riverenza e grande rispetto agli esempi cinematografici di gioventù arrabbiata come in Badlands di Terrence Malick o le inquietudini dei vampiri giovani e vagabondi de Il buio si avvicina di Kathryn Bigelow.
Alla ricerca di sé stessi e di un posto al mondo in cui finalmente poter appartenere, i due protagonisti di Bones and All sono freak post-moderni che commuovono per profondità e spessore interiore, senza nulla voler togliere alle ottime performance di contorno al viaggio di Maren e Lee, in special modo nei confronti di un sorprendente Mark Rylance e di Michael Stuhlbarg, di nuovo con Guadagnino e Chalamet dopo l’exploit di Chiamami col tuo nome.
Bones and All debutterà nelle sale italiane a partire dal prossimo 23 novembre con Vision Distribution e Sky

VOTO: ★★★★


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