TED 2- La Recensione

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Di Francesco Vagnarelli
Seth MacFarlane, che molti di noi non finiranno mai di ringraziare per aver creato una famiglia ancor più strampalata dei Simpson, vince alcune esitazioni iniziali e ridà vita a uno degli orsacchiotti più famosi del cinema.
Ted si è ormai sposato, ma il matrimonio non sembra andare a gonfie vele. Pertanto, per rafforzare la propria unione, i due coniugi decidono di avere un bambino. Sfortunatamente, le pratiche legali per portare a termine l’adozione smuovono le acque intorno allo stato legale di Ted, il quale si troverà a lottare contro lo Stato del Massachussets per il riconoscimento dei propri diritti. Parallelamente, ad aggravare la situazione, “Hasbro”, il marchio che produsse lo stesso Ted, elabora una strategia di marketing di cui a fare le spese potrebbe essere proprio l’orso parlante. MacFarlane conferma in questo film la capacità di sostenere un lungometraggio per il cinema, basandosi però sugli schemi tipici delle serie tv a cartoni animati da lui ideate. In effetti, uno degli elementi più divertenti e “scioccanti” del film è quello di vedere trasposte in versione live-action le situazioni paradossali de “I Griffin”. Tuttavia ciò che salva il film é proprio la consapevolezza che un lungometraggio non può appiattirsi esclusivamente su tali espedienti demenziali, perchè sarebbe insostenibile. MacFarlane, al contrario, alterna sapientemente episodi al limite del grottesco con momenti più seri e che offrono spunti di riflessione, così da evitare l’esclamazione, spesso ricorrente ne “I Griffin”: “Questo è troppo stupido!”. Qui tutto ciò non avviene. La demenzialità, paradossalità e turpiloquio sono notevolmente presenti, ma non scadono mai nel patetico, grazie indubbiamente alla bravura degli attori e alle continue citazioni di film cult: fra tutte, una geniale e riuscitissima parodia dell’incontro con il brontosauro in “Jurassic Park”. Rispetto al primo film, c’è da dire, questo risulta essere effettivamente più semplice e paradossale, ma ciò è prevedibile, dal momento che la narrazione abbandona il rapporto fra i due amici per incentrarsi prevalentemente sulle vicende personali del peluche. Nonostante ciò, i dubbi di MacFarlane intorno alla produzione di un seguito risultano essere infondati, a cosa fatta.
Può un film comico-demenziale essere considerato un buon film? La risposta più immediata è probabilmente negativa, ed, in effetti, le ultime produzione del genere hanno confermato tale opinione il 99% delle volte. Tuttavia, è innegabile che “Ted2” sia un prodotto ben confezionato, spiritoso, autoironico ed estremamente irriverente; moralisti e ben pensanti non approveranno, ma tutti gli altri usciranno dalla sala con una bella sensazione. Quindi la risposta alla precedente domanda è un sì deciso, sebbene con le dovute, e ovvie, proporzioni.
Voto 4/5

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