16 dicembre 2015

STAR WARS: Il RISVEGLIO DELLA FORZA- La Recensione


Di Simone Fabriziani

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana....

Con queste fatidiche parole 38 anni fa il pioniere George Lucas introduceva il mondo intero alla più rivoluzionaria e fenomenologica serie cinematografica di tutti i tempi; da quel momento il cinema non sarebbe stato più lo stesso. Nel 1999 debutta invece il primo capitolo di una nuova trilogia "prequel" che racconta la nascita del più iconico villain del cinema moderno, Darth Vader; interamente diretta da Lucas, la nuova saga non incontra i favori della critica ne del pubblico di accaniti.
Non 2015, a dieci anni di distanza dall'ultimo capitolo in ordine di uscita "La Vendetta dei Sith", debutta il vero e proprio seguito alla trilogia classica, al timone un fuoriclasse dello sci-fi contemporaneo: J.J. Abrams. 
Salutato a pochissimi giorni dall'uscita come una delle pellicole più attese di tutti i tempi, Il Risveglio della Forza si presenta ad un pubblico di nuovissima generazione come il più grande omaggio stilistico e narrativo alla saga originaria; ci si dimentica presto della stravaganza e del romanticismo della saga del Duemila e si ritorna con grande dinamicità e stile ad un occhio al passato, con molta meno computer grafica e tanti effetti speciali pratici per ricostruire un passato intergalattico che molti fan riconosceranno come casa propria.
Il ponte tra il passato e il futuro della saga è anche intessuto di vari passaggi di testimone tra personaggi che risultano più come vecchie conoscenze e una nuova generazione di protagonisti.


Estremamente complesso ragionare una Recensione la nostra che, onde evitare qualunque tipologia di spoiler o rivelazione sulla pur ricca trama, risulta più come una riflessione cinematografica su come il primo capitolo diretto da Abrams sia più un grandissimo omaggio, e una ripartenza col gas, di uno dei fenomeni sociali e culturali degli ultimi decenni, prima che cinematografica.
E se Luke Skywalker (Mark Hamill) fosse scomparso? E se neanche la Resistenza di Leia Organa (Carrie Fisher) riuscisse a fronteggiare l'oscura insidia del Primo Ordine, emula dell'Impero disgregato colma del Lato Oscuro della Forza? E se la luce benevola della Forza si risvegliasse nella maniera più inaspettata e nella persona più improbabile?

Il passaggio di testimone generazionale è affidato a due nuove leve del cinema hollywoodiano  di cui sentiremo parlare ancora per molto: Finn (John Boyega) e Rey (Daisy Ridley), i due nuovi propulsori di una avventura intergalattica tutta nuova, ma straordinariamente legata al passato; non è mistero il ritorno del "sidekick" più irresistibile della saga, l'inossidabile Harrison Ford nei panni del mordace ed iconico Han Solo, pronto a imbarcarsi ancora in una nuova missione a bordo del suo Millennium Falcon.

La lotta tra il Lato Oscuro e il risveglio del Lato Chiaro della Forza è stavolta costellata di vecchi e nuovi amici (su tutti il Poe Dameron di Oscar Isaac) e da nuovi, letali nemici come lo spietato quanto misterioso Kylo Ren interpretato da Adam Driver, degno erede di villain della saga molto meno memorabili. Il tripudio dei effetti visivi, di abbacinanti visioni di pianeti lontani, delle note familiari dell'orchestrazione musicale di John Williams sono intatti; resta la sensazione al termine dell'Episodio VII di aver più domande e molte meno risposte, più perplessità e poche conferme per quella che già scommettiamo sarà una storyline che si dipanerà nei prossimi due capitoli in maniera complessa ed inaspettata all'insegna di una narrazione che, già dal nuovo capitolo e possiamo dirlo ufficialmente, si inserisce in un quadro di devozione ed omaggio alla vecchia trilogia che non alla stravaganza e, perché no, originalità della saga del Duemila.
Operazione troppo derivativa?
Attendiamo fiduciosi di essere smentiti tra due anni esatti con il debutto dell'Episodio VIII, ancora senza un titolo.

VOTO: 3/5


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