LA RICOMPENSA DEL GATTO- La Recensione

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Di Simone Fabriziani
Come tradizione tutta italiana degli ultimi anni, alcuni dei gioielli più nascosti della produzione passata del prolifico ed immaginifico Studio Ghibli vengono riproposti nelle nostre sale in una veste tutta rimasterizzata nel suono e nell’immagine per pochissimi giorni di distribuzione.
Il delizioso La Ricompensa del Gatto (datato 2002) sarà infatti distribuito, ormai criminalmente per quanto riguarda il listino italiano dello Studio Ghibli, soltanto nei giorni del 9 e 10 Febbraio.

Diretto da Hiroyuki Morita, animatore storico e braccio destro di molte delle pellicole del ben più blasonato Miyazaki, la deliziosa pellicola del 2002 ha tutti i crismi narrativi e stilistici della casa d’animazione più prolifica del continente orientale: appiattita da una monotona vita da teenager, la giovane Haru salva involontariamente un gatto dall’essere investito da un camion; sorprendentemente, sarà proprio lo stesso gatto (che parla!) a ricompensare la ragazza offrendole un’opportunità magica: far parte del regno dei gatti come sposa consorte del principe felino!

Sarà un viaggio entusiasmante per Haru, tra insidie, minacce e nuovi, irresistibili amici; ma alla fine, come ogni buon bildungsroman (romanzo di formazione), il viaggio nel mondo fantastico sarà fonte di una crescita personale per la giovane protagonista.
Se l’animazione dello Studio Ghibli si conferma ponte ideale tra tradizione giapponese e gusto tutto europeo per ambientazioni e suggestioni visive, “La Ricompensa del Gatto” ne è l’esempio più lampante.
Il gatto, da sempre animale caro alla tradizione orientale, si sposa narrativamente con elementi tipici della tradizione letteraria europea (e.g. il viaggio di formazione attraverso un non-luogo immaginario, ricco di pericoli, amici e nemici). Sebbene il maestro Miyazaki abbia mirabilmente fuso queste due realtà producendo pietre miliari nell’animazione contemporanea, da buona spalla d’animazione Morita segue la lezione e regala al pubblico un piacevole e divertente viaggio nel mondo dei gatti ricco di immaginazione, seppur derivativo delle suggestioni e dei tropoi narrativi della tradizione passata e del maestro Miyazaki.
Da recuperare.

VOTO: 3/5




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