6 aprile 2016

MISTRESS AMERICA- La Recensione


Di Dario Ghezzi

Tracy è una ragazza di provincia che si ritrova catapultata nella Grande Mela dove dovrà frequentare il college. In città non ha nessun amico e si ritrova spesso sola ed emarginata. Una sera, con la scusa di mettersi d'accordo per l'organizzazione del matrimonio dei rispettivi genitori, telefona a Brooke, la figlia del nuovo compagno della madre. Le due si incontrano e trascorrono insieme una notte folle che cambierà totalmente la vita di Tracy, sotto molti punti di vita.
Mistress America è un film di Noah Baumbach che si pone come scopo quello di raccontare due generazioni messe a confronto, l'adolescenza e il periodo in cui si cerca di essere adulti senza riuscirci. Tracy vorrebbe diventare una scrittrice ma si approccia a questa passione in modo svogliato e disincantato mentre il sogno di Brooke è quello di aprire un ristorante di tendenza a New York ed è animata da uno slancio infantile e sognatrice. Queste due posizioni, alla fine del film, si ritroveranno completamente capovolte e mostreranno le fragilità di un animo apparentemente infrangibile rispetto a ciò che lo circonda.


In effetti, se all'inizio del film vediamo una Tracy quasi intimorita dal mondo, in una sorta di percorso circolare lei stessa finirà per usare la vita di Brooke per entrare nel famoso circolo Moebius dell'università svuotando, di fatto, il trascorso esperienziale di Brooke, trasformato solo in un racconto cinico e mettendo quest'ultima di fronte alla poca concretezza dei suoi progetti.


Bambauch traccia un percorso (tragi)comico in cui porta le due generazioni a scontrarsi e a “vampirizzarsi” l'una con l'altra, su uno sfondo contemporaneo della New York del nuovo decennio, stretta tra l'apparire e il celare. Non a caso, Brooke usa spesso Twitter per comunicare la sua vita ma si preoccupa di fare in modo che alcune foto non la ritraggono in un atto fedifrago.

L'amicizia delle due amiche, alla ricerca di un finanziatore per il ristorante, le porta a scontrarsi con le proprio insicurezze, i fantasmi del passato, in un plot che si accartoccia su sé stesso e che finisce proprio come era cominciato.

Mistress America è una commedia da vedere, da gustare per l'immediatezza dei dialoghi che rasentano spesso il cinico e l'assurdo.


La pellicola uscirà il 14 aprile.

VOTO: 3/5


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