30 dicembre 2016

Il Cliente - La recensione

Di Simone Fabriziani

Dopo la parentesi in lingua francese dell'acclamato Il Passato, il regista iraniano Premio Oscar per Una Separazione torna in patria per raccontare nuovamente la complessità dei rapporti umani e della famiglia con consueta maestria nel notevole Il Cliente ("The Salesman" il titolo internazionale).
A funestare la vita di Emad e Rana, una coppia borghese di attori teatrali di Teheran alle prese con una difficoltosa messa in scena della "Morte di un Commesso Viaggiatore" di Arthur Miller, è il trasloco in un appartamento nel centro cittadino dal passato torbido. Un'improvvisa irruzione nell'appartamento porterà allo scompiglio della vita coniugale e darà inizio ad una lunga strada verso una scomoda verità legata al passato del nuovo appartamento.

A cavallo tra storia di vendetta e racconto meta teatrale, Asghar Farhadi perfeziona le doti di scrittura per il grande schermo e confeziona l'ennesima, grande prova cinema delle relazioni umane; che sia racchiusa all'interno delle stentoree scenografie del palcoscenico su cui si consuma la tragedia dell'opera di Miller o che si consumi tra le mura domestiche, il passato è sempre l'oscuro riparo sotto il quale i tormentati personaggi recitano le loro angosce, le loro inquietudini.

A mettere in scena gli scontri ed incontri dei protagonisti di Farhadi (sempre più allegoriche marionette su un ideale palcoscenico della vita) sono gli ottimi Shahab Hosseini e Taraneh Alidoosti che donano alla macchina da presa del cineasta iraniano i volti della crisi coniugale in corso.
Il film, candidato al Golden Globe e rappresentante ufficiale dell'Iran per l'Oscar al Miglior Film Straniero, ha vinto due importanti riconoscimenti all'ultimo Festival di Cannes: Miglior Attore per Hosseini e Miglior Sceneggiatura a Farhadi.

L'ultima, imperdibile lezione di cinema del maestro iraniano sarà nelle sale dal 5 Gennaio 2017.

VOTO: 8/10



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