21 dicembre 2016

Paterson - La recensione

Di Dario Ghezzi

Paterson è un autista di bus nell'omonima cittadina. Vive insieme alla fidanzata Laura e al loro cagnolino. Il ragazzo, dietro un'apparente e serena quotidianità, coltiva la passione per la poesia. Scrive giornalmente dei versi e la sua più fedele lettrice è proprio la sua compagna. La vita di Paterson si arricchisce, di volta in volta, di successi e di sconfitte, di amarezza e tenerezza e trascorre in modo equilibrato senza conflitti tangibili o drammatici.
Paterson di Jim Jarmusch narra la vita di tutti i giorni del personaggio interpretato da Adam Driver e ci catapulta nella normalità dell'essere. Paterson rappresenta ciascuno di noi, in preda alle proprie ansie, alle proprie preoccupazioni, alla gioia e al male di vivere. Il regista racconta in sette giorni tutto quello che accade, nel minimo particolare, al giovane e alla sua fidanzata e il film diventa una sorta di celebrazione della normalità, della semplicità che si incarna nei versi delle poesie composte dal protagonista.


Non a caso, questi versi parlano di fiammiferi e della sua fidanzata Laura e vengono visti come un modo per scandire ogni piccolo gesto della vita. Il film scorre senza colpi di scena, in modo leggero come l'acqua delle cascate della cittadina che fa da sfondo alle vicende del protagonista e il pubblico diventa quasi un passeggero dello stesso bus guidato dal protagonista. Ascolta, vede e osserva uno sprazzo della vita dell'essere umano come se si trovasse a spiare dal finestrino.

VOTO: 7/10



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