Una vita da gatto – La recensione

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Di Dario Ghezzi

Tom Brand (Kevin Spacey) è uomo d’affari totalmente
concentrato sul suo lavoro e sulla costruzione di un palazzo da record. Questo
suo progetto lo ha distolto dalla sua famiglia ma anche in azienda c’è qualcuno
pronto a fargli le scarpe. La sera del compleanno della figlia più piccola,
l’uomo decide di regalarle un gatto andando contro le sue stesse reticenze e
capendo come abbia fin troppo trascurato i suoi cari. Tuttavia, per un incidente,
si ritrova a scambiare il corpo con quello dell’animale con esiti inaspettati.

Questa è la trama di Una Vita da Gatto, la
pellicola di Barry Sonnefield che sarà nelle sale il 7 dicembre e che vede tra
i protagonisti Kevin Spacey, Jennifer Garner e Christopher Walken
Un cast fin troppo stellare per un film che di originale ha
poco e niente. Una trama scontata viene, in alcuni casi, smorzata da una
comicità quasi forzata e da poche battute veramente esilaranti. Tuttavia, non è
il plot il vero problema della pellicola ma una vera e propria trascuratezza
del dettaglio. Infatti, il divario tra il gatto vero e proprio e quello
ricostruito con la computer grafica in alcuni momenti topici del film è
chiaramente riscontrabile e l’effetto sembra quasi un dèja vu di scene entrate
nell’immaginario trash del pubblico con film come Natale in India e b-movie
dove l’accuratezza sembra essere fortemente bandita.



Pessimo il doppiaggio nella versione italiana ma sicuramente
l’unica nota positiva del film è la performance di Spacey e di un istrionico
Christopher Walken che qui si ritrova ad avere a che fare, ironia della sorte,
proprio con un gatto come in una delle pellicole per cui è maggiormente
riconosciuto e cioè “Batman Returns” di Tim Burton.
Una Vita da Gatto è
sicuramente un divertissement per famiglie annoiate durante la domenica
pomeriggio, con i genitori che vogliono assolutamente trovare il modo di
zittire i figli e decidono di piazzarli davanti a uno schermo cinematografico
dove scorrono immagini non particolarmente difficili da capire o interpretare
.
VOTO: 5/10