Da Cannes agli Oscar: Quali film e quali attori del festival rivedremo nella stagione dei premi?

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Di Gabriele La Spina

Da molti considerato il festival europeo più importante al mondo quello di Cannes ha sicuramente un forte richiamo a livello globale, rappresenta uno dei più rilevanti mercati di scambio per i produttori cinematografici di tutto il mondo, ed è uno dei festival più magici e carico di straordinari autori. Tuttavia Cannes non ha il grande peso che tutti credono sulla stagione dei premi, molto meno influente di quello di Venezia, sono ben pochi i nomi che ogni anno continuano il loro percorso e quasi mai si tratta degli effettivi vincitori del festival.

Sono state molteplici le sorprese dell’ultima edizione del Festival di Cannes conclusasi ieri, a cominciare da The Square di Ruben Östlund, vincitore della Palma d’oro, una pellicola che inquadra il controverso mondo dell’arte contemporanea, ancora senza una distribuzione per gli USA, sarà sicuramente il film scelto dalla Svezia per competere nella categoria del miglior film straniero ai prossimi Oscar. Ed è altamente probabile che lo stesso accada con 120 battements par minute, pellicola francese di Robin Campillo, il vero favorito del presidente di giuria Pedro Almodovar, che racconta la lotta di un uomo contro l’atroce malattia dell’AIDS, potrebbe essere un serissimo contender per il miglior film straniero. E ammesso che venga scelto dalla Russia, anche Loveless di Andrey Zvyagintsev potrebbe fare capolino nella stessa categoria.
Vincitori quasi preannunciati, anche se nessuno si sarebbe aspettato un ex-aequo, Lynne Ramsay per You Were Never Really HereYorgos Lanthimos per The Killing of a Sacred Deer, per la miglior sceneggiatura. Mentre il film della Ramsay non ha ancora una data d’uscita per gli USA, ma si presume un ulteriore sbarco in qualche festival autunnale come Toronto, il film di Lanthimos è stato già fissato per il 3 novembre, A24 sembra voler puntare infatti sulla pellicola del regista greco, seppur altamente controversa e di difficile digestione per i gusti degli Oscar, dopo The Lobster la seconda nomination per la miglior sceneggiatura originale potrebbe facilmente arrivare. E un buon destino potrebbe essere riservato anche ai protagonisti Colin Farrell e Nicole Kidman, al festival onorata con il premio speciale del 70° anniversario, probabilmente nei diversi circoli della critica americana e perché no anche ai Golden Globe, negli ultimi anni più lungimiranti in fatto di scelte meno conformi e classiciste. Un destino simile potrebbe accadere a Joaquin Phoenix, vincitore del premio attoriale grazie al film della Ramsay, in una pellicola anche in questo caso non propriamente oscar friendly, ma se la Coppa Volpi ha portato fortuna all’attore, che con The Master ha ricevuto la sua terza nomination all’Oscar nel 2013, la storia potrebbe ripetersi, anche se Lynne Ramsey non ha purtroppo a Hollywood lo stesso rispetto di Paul Thomas Anderson. Con la vittoria del premio femminile Diane Kruger potrebbe dare un nuovo start alla sua carriera, nonostante In the Fade, di Fatih Akin sembra una pellicola del tutto mediocre; la Germania potrebbe scegliere la pellicola come contender per la categoria del miglior film straniero e si spera anche che trovi una distribuzione per gli USA.
Il più grande colpo di scena di questa edizione è stato infine l’annuncio della vittoria di Sofia Coppola per L’inganno, un grande ritorno in forma della regista da Lost in Translation. Il film sembra riservare una bellissima sceneggiatura e un’ottima regia, ma il rilascio nelle sale il 20 giugno da parte di Focus Features assottiglia notevolmente le possibilità del film di arrivare agli Oscar. Ammettendo che il film piaccia anche agli americani, non sarebbero da sottovalutare oltre alle categorie della miglior regia e sceneggiatura, anche quelle delle attrici, su tutte Kirsten Dunst e Nicole Kidman, che ripone però più chance nel film di Lanthimos. Ma dopo la vittoria dell’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, perderanno gli Academy l’occasione di premiare nuovamente la regista? Dopotutto la release non è sempre un limite e la Focus a seguito della vittoria a Cannes potrebbe rivalutare i film su cui puntare per la stagione dei premi.
Tra i non vincitori dell’edizione non sono sicuramente da escludere come presenze della prossima stagione, i fratelli Safdie con il sorprendente Good Time, che contiene soprattutto una stupefacente performance da parte del protagonista Robert Pattison. Una pellicola che potrebbe portare di diritto la prima nomination all’Oscar per l’attore, se non fosse per il suo rilascio nelle sale l’11 agosto da parte di A24, non è da escludere una presenza nei circoli della critica. Seppur rimasto a bocca asciutta in questa edizione, come non gli succedeva dal lontano 2000, Michael Haneke con il suo Happy End potrebbe invece avere un maggiore appeal per la critica americana, il film verrà distribuito negli USA dalla Sony probabilmente a fine anno. La Francia dovrà poi decidere se puntare su Haneke o Campillo per il miglior film straniero. 
Una presenza ingombrante di questa edizione è stata infine quella di Netflix, la pellicola di Noah Baumbach, The Meyerowitz Stories è stata molto apprezzata al festival, e il colosso dello streaming non ha ancora deciso una data d’uscita per gli USA, facendoci pensare a un possibile rilancio del film a un festival americano autunnale. Non sarebbe da escludere una seconda nomination all’Oscar per Noah Baumbach, dopo Il calamaro e la balena nel 2006, ma sono anche possibili quelle dei protagonisti Dustin Hoffman, Emma Thompson e un sorprendente Adam Sandler, per cui potrebbe essere davvero faticoso essere preso sul serio. Sempre di casa Netflix, anche Okja non sarebbe un contendente da sottovalutare, se non fosse che il film di Bong Joon Ho arriverà in streaming negli USA il 28 giugno, almeno che Netflix non preveda degli screening in qualche sala americana, ancora una volta la loro presenza agli Oscar sarà quasi nulla. Anche lui tra non vincitori dell’edizione è al contrario l’unica certezza per i prossimi Oscar: Todd Haynes con il suo delicatissimo Wonderstruck sarà senza dubbio presente nella prossima stagione dei premi, con una sua personale versione di Hugo Cabret. Il regista, dopo Carol, potrebbe ottenere il giusto riscatto, e prevediamo diverse candidature per la pellicola che negli USA arriverà il 20 ottobre, ma sicuramente poco spazio per le sue interpreti femminili, a quanto pare, non al meglio della loro forma.

Chi potremmo rivedere agli Oscar 2018:


Miglior film
The Killing of a Sacred Deer
Happy End
The Beguiled
The Meyerowitz Stories
Wonderstruck


Miglior film straniero
120 Beats Per Minute (Francia)
The Square (Svezia)
Loveless (Russia)
In the Fade (Germania)


Miglior regia
Yorgos Lanthimos, The Killing of a Sacred Deer
Sofia Coppola, The Beguiled
Michael Haneke, Happy End
Todd Haynes, Wonderstruck


Miglior attore
Joaquin Phoenix, You Were Never Really Here
Colin Farrell, The Killing of a Sacred Deer
Robert Pattinson, Good Time
Dustin Hoffman, The Meyerowitz Stories


Miglior attrice
Nicole Kidman, The Killing of a Sacred Deer o The Beguiled
Kirsten Dunst, The Beguiled
Diane Kruger, In the Fade
Emma Thompson, The Meyerowitz Stories


Miglior sceneggiatura
Yorgos Lanthimos, The Killing of a Sacred Deer
Lynne Ramsay, You Were Never Really Here
Sofia Coppola, The Beguiled
Noah Baumbach, The Meyerowitz Stories