Il trono di spade 7×05 “Eastwatch” – La recensione

Seguici anche su:
Pin Share

Di Edoardo Intonti

A due puntate dalla fine, Game of Thrones ci regala un sano episodio di transizione, in una stagione così ricca di incontri, battaglie e morti, da farci ben sperare per il finale della saga del trono di spade. Cancellata nel fuoco la dinastia dei Tarly (eccetto il mitico Sam) causa un’onorevole presa di posizione, commovente volendo (padre e figlio uniti nel destino), vediamo concretizzarsi i dubbi di Tyrion sulla leadership di Daenerys, la cui severità potrebbe essere un’ostacolo per la salita al potere.
A Grande Inverno la tensione tra sorelle Stark sale, in onore dei vecchi tempi e dello zampino di Ditocorto, finalmente mostratoci a fare quello che riesce a fare meglio: manipolare il prossimo. Questa volta e’ Arya/007 che pensa di essere entrata in possesso di un messaggio potenzialmente compromettente (per chi non avesse messo in pausa il video per capire di che lettera si tratta ve lo dico io: quella in cui Cersei obbligo Sansa a scrivere a Robb chiedendogli di arrendersi a Joffrey).
Che sia la fine di Sansa? Infondo sappiamo dalle bozze originali del manoscritto di George R.R. Martin come avesse da sempre visto in Sansa quasi un villain, più affascinata dal potere che dalla lealtà ai fratelli (che diciamolo, non simpatizzano molto per lei nonostante i vari traumi).
Nella capitale assistiamo a forse alla fiera del ridicolo (come scelta narrativa più che altro, dal punto di vista televisivo certamente di impatto) in più occasioni: tra Tyrion che passeggia per Approdo del Re nonostante sia ricercato da Cersei in ogni dove. Purtroppo per lui e’ molto riconoscibile, ma questo non sembra essere un problema, a eccezione del tipico duo di guardie idiote (stereotipo visto anche a Grande Inverno lo scorso episodio, tra le altre cose).
E Cersei, che lascia andare deliberatamente Tyrion, odiato fratello, ma sopratutto consigliere della regina avversaria (cosa che potrebbe indebolirla dal punto di vista strategico).
Qui i fatti principali che si evincono sono due: le regine potrebbero unirsi contro le armate deinon morti al nord, se Jon riuscisse effettivamente a procurare una prova tangibile.
Cersei aspetta inoltre un’altro bambino (nonostante fossero stati profetizzati solo tre), evento che potrebbe rendere più vicini ancora i due gemelli/amanti, nonostante la recente apertura di Jaime verso Tyrion.
Tirando le somme, “eastwatch” e’ un episodio che fa collidere molti eventi tanto attesi dai fan, dalla ricomparsa si Gendry (sempre stato ad Approdo del Re, ma mai mostrato negli anni scorsi) e il fatto che usi lo stesso martello del padre Re Robert, il ritorno di sir Jaime fino all’allestimento della versione invernale della Suicide Squad, comprendente alcuni tra i grandi preferiti dai fan, il Mastino in primis. Volendo essere onesti, l’intera stagione sembra voler eliminare l’atmosfera costruita negli anni scorsi della vastità dei sette regni, vista la velocità dei movimenti e la concatenazione con la quale i vari personaggi provenienti da segmenti narrativi diversi si incontrino. Molto apprezzabili invece le scene di Samwell, che disposto a rinunciare al suo sogno di diventare maestro, riparte per la Barriera, nella speranza da parte del pubblico, che Gilly abbia il buon cuore di finire di leggere la frase rimasta sospesa riguardo al matrimonio segreto tra Rhaegar Targaryen Lyanna Stark.

VOTO: 7,5/10


Pubblicato

in

da