2 settembre 2017

Telluride 2017: Le performance di Gary Oldman e Annette Bening conquistano la critica

Di Gabriele La Spina

Giunti allo scoccare di settembre, mai come quest'anno i giochi sembrano già aprirsi. Fatidici di fatto i festival delle città di Venezia e Telluride, dove in anteprima mondiale vengono presentati in questi giorni i titoli che saranno i protagonisti della fine di quest'anno cinematografico. Ma se a Venezia possiamo partecipare in prima persona e vedere con i nostri occhi le pellicole di cui parliamo, da Telluride possiamo solo accogliere i sentori. A un giorno dall'apertura del festival americano due nomi sono arrivati infatti fino alle nostre orecchie, quelli di Gary Oldman e Annette Bening.

I due attori che sono i protagonisti rispettivamente de L'ora più buia e di Film Stars Don't Die in Liverpool, hanno regalato al pubblico di Telluride le performance della loro carriera, ma solo uno dei due di fatto si trasforma nel primo tangibile candidato per l'Oscar attoriale dei protagonisti del 2018. Oldman, nei panni di Winston Churchill, sembra essere nato per il ruolo del film di Joe Wright, secondo la critica, una performance esplosiva e di estrema forza, per cui sembra difficile che un altro interprete possa eguagliarlo quest'anno agli Oscar. E con le vittorie di Colin Firth per Il discorso del re, Meryl Streep per The Iron Lady ed Helen Mirren per The Queen, gli Oscar ha dimostrato di amare i ruoli dei più grandi leader britannici. Sulla sua performance ha scritto Variety: "Oldman scava nell'imponente ruolo con una risolutezza sconvolgente, senza paura delle gobbe di trucco, non solo definisce un uomo, ma anche l'anima infuocata del personaggio", mentre The Playlist lo definisce semplicemente "una forza della natura".
Impossibilitata a presenziare poiché presidente di giuria a Venezia, Annette Bening è stata assente dalla premiere del film dove interpreta Gloria Graham, sotto la direzione di Paul McGuigan. Se la performance della Bening risulta estremamente toccate per il pubblico, le pecche della pellicola di McGuigan fanno presto a venire a galla, "La Bening cattura l'essenza della Grahame, dalla sua voce da baby-girl al suo onnipresente tormento, mentre è alle prese con alcune scene abbastanza brillanti", definisce The Hollywood Reporter, ma si tratta di "un film che probabilmente ha troppi elementi problematici per sopravvivere profondamente nella stagione dei premi". Tuttavia la mediocrità della pellicola potrebbe non essere un ostacolo per l'interpretazione della Bening, basti pensare alla vittoria di Julianne Moore per Still Alice, se dovesse vincere la statuetta potrebbe rientrare in una ristretta cerchia di attrici che hanno vinto l'Oscar interpretando altre attrici, come Cate Blanchett nei panni di Katharine Hepburn per The Aviator.

E se Alexander Payne, nonostante i pareri discordanti del pubblico italiano a Venezia, conquista pienamente il festival americano con Downsizing, la vera sorpresa di Telluride è Greta Gerwig che debutta come regista con Lady Bird, dove brillano le protagoniste Saoirse Ronan e Laurie Metcalf. In un anno dove le donne alla regia stanno avendo la loro rivalsa con Patty Jenkins, Sofia Coppola e Kathryn Bigelow, per citare alcuni nomi, non è da escludere un percorso trionfale della Gerwig in questi ultimi mesi fino ad arrivare agli Oscar. La nomination per la miglior sceneggiatura originale non è da escludere.

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