Venezia 74: Brutti e Cattivi – La recensione del film con Claudio Santamaria

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Di Daniele Ambrosini

Sull’onda del recente entusiasmo suscitato da ambiziosi progetti di genere come Smetto Quando Voglio e Lo Chiamavano Jeeg Robot, il cinema italiano ha avuto un nuovo impulso produttivo che ha generato opere sempre più coraggiose, vivaci ed accattivanti. Il festival di Venezia si è reso conto di questo nuovo corso del cinema nazionale ed ha portato alla manifestazione due dei titoli più rappresentativi tra quelli che vedremo in sala quest’anno: il musical dei fratelli Manetti Ammore e Malavita e la sgangherata commedia trash Brutti e Cattivi, esordio alla regia di Cosimo Gomez in concorso nella sezione Orizzonti.
Papero è nato in una famiglia di circensi tanto dediti all’incesto da aver partorito due ragazzi che sono sia fratelli che cugini, entrambi privi degli arti inferiori. Uno di loro è stato adottato ed è diventato un’uomo di successo, l’altro, Papero, appena compiuti 18 anni è scappato di casa ed ha iniziato a guadagnarsi da vivere facendo l’elemosina. Dopo anni e anni di relazioni libertine, Papero si è sistemato con Ballerina, un’abile danzatrice senza braccia che lavora per la polizia traducendo le intercettazioni della mafia cinese. Insieme a Merda, l’autista strafatto di Papero, e Plissè, un nano promessa dell’ingegneria diventato rapper, organizzano un colpo infallibile: la mafia cinese avrebbe depositato 4 milioni di euro in una banca, loro avrebbero rubato quei soldi non tracciati e i pochi spiccioli che fossero riusciti a trovare nelle casse, restituendo i soldi registrati sarebbero riusciti ad abbassare la loro pena detentiva. Una volta usciti di galera avrebbero diviso il guadagno in parti uguali, o almeno questa era l’intenzione, ma l’avidità scatena una girandola di vicende sanguinose.
Brutti e Cattivi è una vera e propria sorpresa. Il film di Gomez è un’irresistibile commedia nera e politicamente scorretta che si fonde con l’action, l’heist movie, il giallo ed il cinema trash. Claudio Santameria e Marco D’Amore risaltano all’interno di un cast perfettamente in parte (eccezion fatta per la poco credibile Sara Serraiocco). Brutti e cattivi è un film coloratissimo e dai ritmi serrati che punta ad intrattenere mettendo in scena l’assurdo e l’incredibile, pur non essendo esente da qualche difetto di scrittura, la pellicola di Cosimo Gomez ci ricorda che anche in Italia è possibile prendersi qualche rischio e proporre opere coraggiose e dal gusto trash, che rielaborano gli stilemi di autori internazionali come Robert Rodriguez e Craig S. Zahler (anche lui presente alla Mostra con il suo Brawl In Cell Block 99). 
VOTO: 7,5/10

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