9 settembre 2017

Venezia 74: Jusqu'à la garde - La recensione

Di Daniele Ambrosini

L'esordio alla regia di Xavier Legrand è stato presentato durante l'ultima giornata del festival, ed è a tutti gli effetti l'ultima grande sorpresa di questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Senza inventarsi niente, Legrand riesce a costruire un film solido ed affascinante pur impostando una trama non particolarmente originale, puntando tutto sulla costruzione dei personaggi e dell'atmosfera.
Miryam e Antoine stanno affrontando un divorzio molto difficile: lei accusa il marito di essere violento con lui e con i loro due figli, lui ribatte che non ci sono prove tangibili. La figlia più grande è ormai maggiorenne, perciò il giudice deve dare disposizioni solo per l'affidamento del figlio minore, Julien, che ha detto alla polizia di non voler più vedere il padre perché era stato violento con la madre. Il giudice ignorando quanto dichiarato da Julien predispone che il padre abbia diritto a vedere il figlio a weekend alterni per un primo periodo, per poi ottenere un affidamento congiunto quando si sarà trasferito in pianta stabile.

Legrand firma un dramma familiare intelligente, tutto incentrato sul piccolo Julien, vero cuore del film. È lui a proteggere la madre dalle grinfie del padre, un uomo violento ed istintivo, che non esita a fare pressioni sul figlio per ottenere ciò che vuole. È un ritratto senza fronzoli o licenze di sorta quello di Legrand, che ritrae una famiglia disfunzionale in cui si respira un'aria tesissima. Solo nella parte finale emerge quella che è la vera natura del film, infatti abbandonando le pretese psicologiche L'affido si fa thriller grazie ad una scena conclusiva ad alto contenuto adrenalinico che non tradisce quanto fatto precedentemente, ma che anzi si integra perfettamente nell'atmosfera di crescente tensione e paura costruita da Legrand fino a quel momento. La regia ordinata e pulita, asseconda una sceneggiatura essenziale ma molto efficace. Forse non siamo in zona premio ma Xavier Legrand è sicuramente un autore da tenere d'occhio, ed anche il giovane interprete di Julien Thomas Gioria è alquanto promettente.

VOTO: 7,5/10


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