Peppermint – L’angelo della vendetta – La recensione del revenge movie con Jennifer Garner

Seguici anche su:
Pin Share

Di Dario Ghezzi

Riley North è una semplice mamma di famiglia. Ha una figlia, Carly, e un marito, Chris. Il giorno del compleanno della piccola, i tre decidono di trascorrere la serata al luna park ma proprio in quel luogo accade la tragedia. Gli uomini di Garcia, trafficante di droga, decide di colpire Chris, reo di aver prima accettato e poi rifiutato, un lavoro in grado di danneggiare l’uomo. Chris e Carly muoiono e i tre responsabili dell’omicidio vengono individuati. Tuttavia, la giustizia corrotta li assolve e, a quel punto, Riley decide di vendicare la memoria dei suoi cari a modo suo, diventando un vero e proprio killer.
Questa è la trama di Peppermint- L’angelo della vendetta di Pierre Morel, con protagonista l’attrice Jennifer Garner, non nuova a film action. Infatti, la Garner torna a vestire i panni di un’eroina oscura dopo il film Elektra e la serie di J.J. Abrams Alias. In questa pellicola, ci troviamo di fronte a una donna che stravolge completamente la sua vita per una missione: sopperire a quella giustizia che le è stata negata nelle sedi opportune. Riley si trasforma in una eroina spietata, disposta a tutto pur di uccidere chi le ha distrutto la vita e, nel corso della storia, diventa quasi un modello per gli abitanti di Los Angeles, che iniziano a patteggiare per lei. 
In Peppermint c’è una vera e propria discesa negli inferi di una persona e questo si può percepire anche dallo spazio in cui si svolge l’azione. Si passa dalle ridenti villette della parte di Sud di Los Angeles fino ad arrivare alle baracche del quartiere Skydrow, luogo dei senzatetto della metropoli. Riley, in una sorta di Kill Bill rivisitato, inizia a far fuori tutti i responsabili della morte della figlie e del marito ma, nel frattempo, riesce a far emergere anche tutta la corruzione degli apparati di polizia.
La storia del film è piuttosto lineare, senza particolari scossoni e, senza dubbio, ciò che interesserà lo spettatore sono le numerose scene d’azione, tutte incentrate sulla Garner, la quale sembra cavarsela ancora molto bene a dare colpi di boxe. Tra inseguimenti in auto, sparatorie, ci si avvia verso l’inevitabile finale, affatto scontato e al cardiopalma. 
Peppermint- L’angelo della vendetta è un film godibile e divertente, un vero e proprio action movie, il cui senso di credibilità della storia,  va comunque preso con le pinze. In effetti, il percorso che porta la fragile Riley a diventare una spietata killer è solo accennato ed avviene tutto offscreen. Proprio per questo, a tratti risulta difficile immedesimarsi nelle sua gesta e il rapporto tra spettatore e schermo risulta altalenante.
VOTO: 7/10


Pubblicato

in

da