24.1.24

Tutti tranne te - La recensione della commedia con Sydney Sweeney e Glen Powell

Di Simone Fabriziani

Dopo un primo appuntamento fortuito, l'attrazione focosa tra Bea (Sydney Sweeney) e Ben (Glen Powell) diventa glaciale, fino a quando non si ritrovano a un matrimonio in comune con destinazione in Australia. Così fanno quello che farebbero due adulti maturi: fingere di essere una coppia per fare felici tutti quanti. Ma gli equivoci e l'amore inaspettato sono, ovviamente, dietro l'angolo. Diretto da Will Gluck (Easy Girl, Annie) e da una sceneggiatura originale firmata dallo stesso Gluck assieme ad Ilana Wolpert, Tutti tranne te è la romcom che sta attualmente facendo sfracelli a box-office statunitense.

Merito probabilmente di due asset vincenti di grande richiamo popolare: gli irresistibili protagonisti del film, Sydney Sweeney e Glen Powell. La prima fuoriesce da un'annata particolarmente proficua sul piccolo schermo con l'ottima performance di supporto in Euphoria accanto a Zendaya, Powell invece si è fatto recentemente le ossa con il macho sequel Top Gun: Maverick e a giugno 2024 arriverà su Netflix con Hit Man, commedia esilarante (e tratta da una storia verissima) di Richard Linklater molto applaudita a Venezia 80. Due interpreti statunitensi dal notevole carisma sensuale, due sex symbol contemporanei con una marcia in più.

Sì, perché nel gradevole Tutti tranne te, Sweeney e Powell dimostrano non solo di saper reggere egregiamente la scena di mattatori del grande schermo pur non fregiandosi ancora del titolo di star di Hollywood fatte e finite, ma dimostrano di saper modellare a loro piacimento le varie tonalità della commedia americana, tra presenza scenica a forte senso dell'autoironia. Un mix non esattamente replicabile da chiunque, e questo il regista e sceneggiatore Will Gluck lo sa bene. Che con Anyone But You (titolo originale della comedy campiine di incassi in Usa) gioca ancora una volta con la letteratura in lingua inglese del passato, riadattandola con intelligenza e concretezza narrativa al sentire contemporaneo delle nuove generazioni; nel 2014 fu Easy Girl con Emma Stone e il ri-adattamento in chiave high school de La lettera scarlatta di Nigel Hawthorne, in Tutti tranne te è ancora una volta William Shakespeare con Molto rumore per nulla.


La commedia teatrale dell'immortale drammaturgo inglese del XVI e XVII secolo (ad oggi, l'autore letterario più replicato e malleato nel cinema e nella tv, tallonato solamente dal più contemporaneo e pop Stephen King) diventa qui gradevolissima schermaglia amorosa in cui nulla è come sembra, dove le maschere sociali indossate dai suoi due protagonisti diventano pretesto giocoso per mettere in scena un lungometraggio che richiama con consapevolezza e riverente omaggio gli stilemi e gli elementi fondanti della rom-com dei primi anni 2000.

Una semplicità d'intenti e di obiettivi cinematografici che è ingrediente principe della ricetta vincente della nuova commedia per il grande schermo di Will Gluck, nelle sale italiane in tandem con Sony Pictures ed Eagle Pictures da giovedì 25 gennaio. Sulla quale si può facilmente scommettere sui suoi due affascinanti e versatili protagonisti: scommettiamo che tra un paio d'anni Sydney Sweeney e Glen Powell verranno incoronati da Hollywood come nuovi e desiderati sex symbol di caratura globale?

Tutti tranne te arriva nelle sale italiane con Sony Pictures ed Eagle Pictures a partire da giovedì 25 gennaio.

VOTO: ★★★