Le cinque candidature agli Oscar 2025 ottenute da The Substance di Coralie Fargeat suggellano un rinnovato affaire tra l’Academy e il cinema di genere più estremo; in questo caso, è la primissima volta che un cosiddetto body horror viene riconosciuto con le candidature nelle categorie più importanti.
Miglior film, regia e sceneggiatura originale per Coralie Fargeat, attrice protagonista per Demi Moore e trucco ed acconciatura: queste sono le nomination che ha ottenuto il film fenomeno che da Cannes ha ricevuto plausi unanimi e segnato indelebilmente l’anno cinematografico del 2024. Un’anomalia graditissima che conferma tuttavia quanto la storia degli Oscar sia stata decisamente molto respingente nei confronti del cinema horror e dintorni.

Lo sapevate che negli annali dell’Academy, soltanto sette lungometraggi considerati di genere horror sono stati candidati agli Oscar nella categoria del miglior film? Eccoli qui di seguito:
L’esorcista (1973), ha vinto i premi alla sceneggiatura e al suono
Lo squalo (1975), solo tre premi alla colonna sonora, al suono e al montaggio
Il silenzio degli innocenti (1991), ben 5 Oscar, tra cui film e regia
Il sesto senso (1999)
Il cigno nero (2010), statuetta per Natalie Portman miglior attrice
Scappa – Get Out (2017), premio alla sceneggiatura originale
The Substance (2024)

Ed infine, per suffragare quanto gli Academy Awards ancora esprimano ritrosia nei confronti del cinema di genere, questi sono i soli sei attori che nella storia del premio hanno ottenuto una statuetta per un film considerato di genere horror:
Fredric March, Il dottor Jekyll (1931)
Ruth Gordon, Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York (1968)
Kathy Bates, Misery non deve morire (1990)
Jodie Foster, Il silenzio degli innocenti (1991)
Anthony Hopkins, Il silenzio degli innocenti (1991)
Natalie Portman, Il cigno nero (2010)

Se dunque The Substance di Coralie Fargeat dovesse ottenere la statuetta per il miglior film, diventerebbe il secondo film di genere horror ad ottenere l’ambitissimo riconoscimento dell’Academy, se invece dovesse spuntarla Demi Moore, l’interprete andrebbe a far parte di una ristrettissima élite composta dai nomi sopracitati.






