A dieci anni di distanza dal successo strepitoso del film d’animazione omonimo, Disney continua il suo viaggio nel solco dell’adattamento in live-action di alcuni dei suoi più grandi classici, ed inserisce nella propria libreria anche Oceania, in arrivo nelle sale italiane nel mese di agosto.
Nell’antica Polinesia, la giovane Vaiana Waialiki (Catherine Laga’aia) è l’unica figlia di un capo villaggio proveniente da una lunga e valorosa schiatta di grandi navigatori ed esploratori, che però ha scelto di imporre una vita stanziale sulla piccola isola di Motunui. Quando però il pesce comincia a scarseggiare e la vegetazione a marcire, Vaiana propone al padre di prendere il mare in cerca di risorse. Dopo il rifiuto del genitore, la ragazza decide di partire comunque, seguendo la costellazione a forma di amo in cerca del leggendario semidio Maui (Dwayne “The Rock” Johnson).

Diretto da Thomas Kail, Oceania è a tutti gli effetti forse uno dei risultati peggiori che la celeberrima major hollywoodiana potesse sfornare negli ultimi anni. Certo, la mania produttiva delle proprie trasposizioni in carne ed ossa ha regalato nel tempo al pubblico cinematografico di tutte le età alcune opere ben riuscite (Crudelia, ma anche il sottovalutato Ritorno al bosco dei 100 acri), mentre altre non hanno ottenuto il plauso unanime della critica e degli spettatori più affezionati. Oceania, purtroppo, si trova a dover ricoprire una posizione scomoda, in precario equilibrio tra la necessità produttiva e finanziaria di dover continuare ad inseguire un trend, e la volontà di non scontentare la generazione che dieci anni prima aveva premiato il cartoon originale con grandi incassi e successo inaspettato.

E Kail, al suo primo lungometraggio cinematografico (aveva diretto le riduzioni televisive di alcuni grandi show di Broadway, tra cui Grease e Hamilton), firma un’opera cinematografica fiacca e priva di carattere, ossessivamente aderente al film originario nei dialoghi, nelle sequenze, nelle canzoni, nella messa in scena tutta. Un’operazione di inspiegabile reverenza religiosa verso il successo del 2016 diretto da John Musker e Ron Clements che rimanda all’adattamento per filo e per segno che fu de Il Re Leone nel 2019. In questo ultimo caso, tuttavia, ci furono incassi da capogiro in tutto il mondo, mentre per Oceania (almeno sul mercato statunitense), pare al momento aleggiare odore di flop ed incassi decisamente al di sotto delle aspettative.

E non basta di certo la presenza possente di Dwayne “The Rock” Johnson (che qui interpreta il semi-dio Maui, lo stesso personaggio a cui aveva donato la voce dieci anni prima) o le musiche ormai leggendarie composte da Lin-Manuel Miranda per far assurgere il live-action di Oceania a remake degno di qualsivoglia nota. Un tentativo, l’ennesimo per Disney, di spremere fino all’osso uno dei suoi successi recenti più significativi, dimenticandosi però di custodire e proteggere gelosamente i (tanti) elementi che avevano reso il cartoon di Musker e Clements uno dei gioielli più luminescenti degli ultimi decenni nella Casa del Topo.
Oceania arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 19 agosto con Disney.
VOTO: 1,5/5






