Backrooms

Backrooms, la recensione

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Dopo una trepidante attesa ed un battage pubblicitario irresistibile, misterioso ed ormai iconografico, arriva finalmente nelle nostre sale Backrooms, primo lungometraggio cinematografico diretto dal giovanissimo talento Kane Parsons.

Dopo che il paziente di una psicoterapeuta scompare in una dimensione oltre la realtà, l’analista deve immergersi nell’ignoto per riuscire a riportarlo indietro e salvarlo. Con un avvertimento: se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi. Dalla fervida immaginazione di Kane Parsons, Backrooms si candida immediatamente a divenire il film di genere horror più iconico del 2026. E forse, anche degli anni a venire.

Kane Parsons e Chiwetel Ejiofor sul set di Backrooms – fonte: A24

A24, che batte bandiera produttiva e distributiva sul mercato nordamericano per l’atteso film, scommette il suo grande budget su un talento creativo giovanissimo: il ventenne Parsons (ma al momento dell’ingaggio con la major ne aveva appena 19), il più giovane cineasta a prendere le redini di un progetto cinematografico targato A24: e che progetto! L’autore è difatti la mente dietro al sinistro successo virale dei cortometraggi (interamente disponibili sul canale YouTube di Parsons) dedicati alla lore e all’universo narrativo dietro al concetto di backroom (in italiano traducibile come “stanza nel retro” o “retrobottega”), uno spazio liminale dal carattere metafisico e purgatoriale dalle caratteristiche ben precise: stanze o corridoi planimetricamente tutti uguali, che sembrano usciti da uffici dismessi e deserti. Un concetto di puro horror vacui che è nato per la prima volta come leggenda metropolitana sul forum 4chan nel 2019.

Una scena tratta da Backrooms – fonte: A24

Nel maggio di quell’anno, un utente anonimo pubblicò un’immagine inquietante di uno spazio vuoto con carta da parati gialla e luci fluorescenti, accompagnata da un breve testo: “Se non fai attenzione e ti allontani dalla realtà… finirai nelle Backrooms”. Un concetto di certo non rivoluzionario nell’arte, che in forma poi virale ha perpetrato la fascinazione multimediale nei confronti degli spazi liminali, dei non luoghi che per secoli hanno popolato la fervida immaginazione di scrittori, pittori, cineasti ed artisti tutti. Nel 2022 Kane Parsons sfrutta la popolarità della backroom di 4chan ed inizia a scrivere e dirigere cortometraggi di stampo volutamente analogico che espandevano la lore e le implicazioni metafisiche e narrative di questi luoghi inquietanti, generando un’isteria di massa sul web grande successo.

Renate Reinsve in una scena di Backrooms – fonte: A24

Il lungometraggio dedicato a questo culto horror si fà carico di aspettative ed eredità creativa costruendo attorno all’universo narrativo già sviluppato dai molteplici cortometraggi di Parsons un’opera cinematografica competente ed inaspettatamente efficace pur nella sua semplicità strutturale. Innestando nel mistero delle backrooms una storia di reciproca solitudine esistenziale tra i due protagonisti interpretati da Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve, il film affonda a piene mani nell’eredità cinematografica e televisiva dei non-luoghi metafisici più celebri: da I segreti di Twin Peaks di David Lynch, passando per The Cube, fino a richiami alla più recente Stranger Things.

Renate Reinsve in un momento del film – fonte: A24

Il prodotto finale è una pellicola d’esordio cinematografico che infligge al mistero irresistibile costruito nei cortometraggi precedenti un full circle narrativo che ai più risulterà deludente ed anticlimatico, quando invece Backrooms piuttosto cerca ed individua risposte laddove Kane Parsons costruisce un mystery cinematografico più di stampo psicologico che non strettamente metafisico. Inutile aggiungere che potrebbe fare sfracelli al box-office statunitense e generare una possibile serie di sequel e spinoff cine-televisivi di immediato successo.

Backrooms arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 27 maggio con I Wonder Pictures.

VOTO: 3,5/5


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