Camp Miasma

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte, la recensione

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Dopo aver ottenuto il plauso unanime della critica di settore e del pubblico all’ultimo Festival di Cannes (e aver vinto la Queer Palm), arriva finalmente nelle sale italiane l’atteso Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun.

Dopo anni di sequel raffazzonati che hanno allontanato i fan della saga, il franchise slasher Camp Miasma viene finalmente affidato a una giovane regista entusiasta e appassionata (Hannah Einbinder). Ma quando la cineasta incontra la star del film originale, un’attrice ormai solitaria e avvolta nel mistero (Gillian Anderson), le due donne precipitano in un mondo intriso di sangue, desiderio, paura e delirio. Terzo lungometraggio scritto e diretto dalla statunitense Jane Schoenbrun, Camp Miasma è già uno dei film migliori del 2026.

Una scena tratta da Camp Miasma – fonte: Mubi

Opera cinematografica di una complessità e densità tematica inedite e preziose, Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte è le pellicola più compiuta (fino ad oggi) ed ambiziosa della regista e sceneggiatrice statunitense. Riprendendo le fila tematiche dei suoi film precedenti (gli horror queer We’re All Going to The World’s Fair e Ho visto la TV brillare), Jane Schoenbrun firma un racconto trans-narrativo che è intriso di passione e reverenza accademica nei confronti del genere che vuole omaggiare. Il film parte difatti come una commedia nera legata ai prodromi e agli elementi fondativi del sotto-genere dello slasher, per poi approdare verso lidi cinematografici ben più ampi e liminali.

Una scena tratta dal film Camp Miasma – fonte: Mubi

Non solo omaggio quindi (e parodia divertentissima) degli slasher movie del passato e del presente, ma Camp Miasma ha l’ardire di giocare sapientemente anche con le tematiche più stanno a cuore a Jane Schoenbrun. Cineasta essa stessa dichiaramente transgender, così come nei suoi precedenti lungometraggi anche in Camp Miasma ha infuso le sue esperienze personali traducendole in racconti cinematografici coming of age che si interrogano sull’identità, sul genere e sui desideri più intimi dei suoi personaggi. Per questo motivo la trama del film in uscita riesce in un miracolo non del tutto scontato.

Hannah Einbinder in una scena del film – fonte: Mubi

Ovvero quello di portare sul grande schermo un tessuto narrativo che ha la forte ambizione di raccontare quanto la passione per il cinema possa determinare il processo di scoperta della propria identità di genere e del valore formativo della settima arte nell’autodeterminazione del sé. Un atto di fede verso il cinema (soprattutto quello di genere) che Jane Schoenbrun qui porta a totale compimento rispetto alle sue opere precedenti, firmando ancora una volta uno dei lungometraggi queer più originali e decisivi del cinema contemporaneo.

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 19 agosto con Mubi.

VOTO: 4,5/5


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