A Mostra del Cinema di Venezia (quasi) alle spalle, quali sono i titoli in concorso e non che potremmo ritrovarci candidati agli Oscar del prossimo anno? E quali invece sono concretamente sull’ipotetico podio nella categoria principale?
Da Venezia 82 potrebbero di certo spuntarla (in alcune categorie) titoli come Bugonia di Yorgos Lanthimos, il Frankenstein di Guillermo del Toro dovrebbe ottenere nomination meritate nelle categorie tecniche, The Smashing Machine ha trovato in The Rock la sua carta vincente, dovrebbe fare capolino anche l’adrenalinico A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, mentre a trionfare unanimemente nel cuore del pubblico del festival e della stampa di settore sono stati invece No Other Choice di Park Chan-wook e La voce di Hind Rajab di Khaouter Ben Hania, entrambi non in lingua inglese e già sulla carta agguerriti contender alle statuette per il miglior film internazionale (e forse, anche oltre).

Ma a giocarsi realisticamente la statuetta dell”Academy nella categoria del miglior film, rimangono al momento tre pellicole: I Peccatori di Ryan Coogler, Sentimental Value di Joachim Trier e Hamnet di Chloé Zhao. Tre opere cinematografiche che hanno ricevuto il plauso unanime di pubblico e critica, punteggi di gradimento considerevolmente alti e, almeno in un caso, incassi da capogiro.

Nel caso del lungometraggio di Ryan Coogler, l’idea originale del film (che pure mescola southern horror, film di vampiri, riflessione acuta sulla condizione delle minoranze etniche negli Usa del primo Novecento e storia della musica black) è stata premiata con incassi molto importanti ed un plauso unanime di critica di settore e pubblico, che ne hanno già decretato lo status di cult movie. Per l’Academy, sarà impossibile resistere di fronte a questa storia di enorme successo sul grande schermo.

Dal 78° Festival di Cannes ad uscirne vittoriosi in orizzonte Oscar sono stati i film non in lingua inglese, tra cui la Palma d’Oro Un semplice incidente di Jafar Panahi e soprattutto Sentimental Value del norvegese Joachim Trier. Che punta a candidature possibili di grande risonanza e numero: film, regia, attrice per Renate Reinsve, attore di supporto per il veterano Stellan Skarsgard, sceneggiatura originale e, ovviamente, film internazionale. Un bottino che sulla carta lo catapulta momentaneamente tra i film più papabili per il Best Picture 2026.

Dal Telluride Film Festival invece ne è uscito sorprendentemente vittorioso Hamnet di Chloé Zhao, che ha commosso unanimemente pubblico e critica statunitense. L’adattamento dal romanzo omonimo di Maggie O’Farrell che reinterpreta la storia coniguale tra William ed Agnes Shakespeare e il dolore per la perdita del piccolo Hamnet potrebbe fare sfracelli all’Academy e puntare dunque a statuette molto importanti. Oltre alle numerose candidature che probabilmente riceverà, sembrano ipotesi concrete Oscar alla intensa protagonista Jessie Buckley e alla sceneggiatura adattata.
Al momento, in attesa dei risultati di preferenza ed accoglienza del Toronto International Film Festival (4-14 settembre), questi ci sembrano ipoteticamente i 10 lungometraggi in pole position per la candidatura all’Oscar 2026 come miglior film:
Una battaglia dopo l’altra (Paul Thomas Anderson)
Hamnet (Chloé Zhao)
A House of Dynamite (Kathryn Bigelow)
Marty Supreme (Josh Safdie)
No Other Choice (Park Chan-wook)
I Peccatori (Ryan Coogler)
Rental Family (Hikari)
Un semplice incidente (Jafar Panahi)
Sentimental Value (Joachim Trier)
Wicked: Parte 2 (John M. Chu)






