Con un bagaglio impressionante di ben 16 nomination (record assoluto mai eguagliato nella storia dell’Academy), I Peccatori di Ryan Coogler è il titolo che potrebbe detronizzare Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson dal podio di “favorito” all’Oscar per il miglior film.
Nonostante il campione d’incassi Usa scritto e diretto da Coogler sia uscito nelle sale nel mese di aprile e non abbia avuto un debutto ufficiale in alcuna kermesse festivaliera, ha guadagnato nei mesi a venire un tale livello di entusiasmo e lodi trasversali tra pubblico e addetti ai lavori da non poter essere diminuito, né sottovalutato.

E le candidature da record, ne sono la testimonianza più efficace. Certo, il grande lavoro dietro la macchina da presa di Paul Thomas Anderson rimane al momento il favorito (del resto, ha trionfato ai Golden Globe e Critics’ Choice Awards, ed ha nonostante tutto 13 nomination all’Oscar all’attivo), ma non ci sorprenderemmo se I Peccatori iniziasse il suo percorso verso l’Oscar con i premi delle guild, i sindacati dell’industria hollywoodiana. In particolare, terremmo un occhio di riguardo nei confronti dei Producers Guild Awards (i riconoscimenti del sindacato produttori), gli Actor Awards (ex-SAG) e i Writers Guild Awards alla sceneggiatura; in queste tre istanze di premiazione, I Peccatori potrebbe divenire formidabile contendente all’Oscar contro il già acclamatissimo Una battaglia dopo l’altra.
Come anticipammo già nel mese di giugno, ecco alcune ragioni per cui I Peccatori di Ryan Coogler è forse il vero favorito agli Oscar 2026:
- L’incasso da record ottenuto in patria è già di suo una narrativa allettante che potrebbe risuonare a gran voce da qui ai prossimi mesi, quando la stagione dei premi entrerà nella fase decisiva. In un momento storico in cui l’industria hollywoodiana è appesa ad un doppio filo alle proprietà intellettuali (IP) e alla produzione in massa di sequel, prequel e spinoff, Sinners è acqua fresca in un mare contaminato da poco coraggio ed originalità dietro la macchina da presa.
- Il film di Coogler non è un blockbuster come tanti. Se di certo non appartiene alla schiera della produzione low-budget, I Peccatori ha molto da raccontare nella sua intelligentissima tessitura narrativa. Solo superficialmente un vampire horror ambientato nell’inospitale Mississippi degli anni ’30, il lungometraggio è un mélange riuscitissimo di gangster movie, horror, dramma sociale, musical e riflessione sulla condizione delle minoranze etniche negli Stati Uniti post-Depressione. Un calderone di idee e riferimenti storico-sociali Usa che parla tanto al passato quanto allo spettatore contemporaneo.
- Un legame con le urgenze sociali del Paese statunitense che ancora la pellicola scritta e diretta da Ryan Coogler al presente storico con forza e grande coraggio artistico. Mescolando temi di spessore con un linguaggio cinematografico affascinante, imprevedibile, virtuosistico e a tratti fieramente pulp, I Peccatori ha lasciato di stucco molte personalità di Hollywood, che dalla sua uscita nelle sale non hanno fatto altro che lodare il lavoro originale di Ryan Coogler.
- Un lavoro artistico particolarmente apprezzato anche dalla critica di settore, che ha premiato Sinners come uno dei più amati nella carriera da regista del cineasta Usa (suoi sono stati i solidissimi Fruitvale Station, Creed, Black Panther e Black Panther: Wakanda Forever), e che potrebbe portare ad una prima, meritatissima statuetta all’Oscar per la miglior regia destinata a Coogler: al momento, negli annali dell’Academy mai nessun cineasta di etnia afroamericana ha ricevuto l’Oscar nella categoria della miglior regia; vicini in passato ci sono arrivati Spike Lee, Lee Daniels, Steve McQueen e Barry Jenkins.

Insomma, Una battaglia dopo l’altra rimane, al momento, il nostro favorito attuale. Ma dovesse accadere il “ribaltone”, sappiate che noi vi avevamo preparato sin dallo scorso anno.






