Amy Madigan

Weapons, Amy Madigan potrebbe arrivare agli Oscar?

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E se Weapons di Zach Cregger, uno degli horror più chiacchierati ed apprezzati dell’anno, arrivasse agli Oscar 2026? Una ipotesi non del tutto improbabile che potrebbe presto concretizzarsi con la campagna premi per Amy Madigan, che nel film veste i memorabili (e spaventosi) panni di Zia Gladys.

Amy Madigan, veterana del cinema statunitense e moglie di Ed Harris sin dagli anni ’80 (si conobbero entrambi sul set de Le stagioni del cuore di Robert Benton nel 1983), ha già in tasca una candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista per Due volte nella vita (1986) e tre nomination al Golden Globe ottenute negli anni. Con il chiacchierato Weapons, Madigan potrebbe ambire ad una seconda menzione da parte dell’Academy.

Amy Madigan è Zia Gladys in Weapons – fonte: Warner Bros. Pictures

Nel secondo lungometraggio dietro la macchina da presa di Zach Cregger (Barbarian), Amy Madigan veste i panni della misteriosa ed eccentrica Zia Gladys, in realtà una strega disposta a tutto pur di guarire dal tumore che la consuma ed ottenere giovinezza, salute e vita eterna; disposta addirittura ad ammaliare a sé una (quasi) intera classe di bambini della scuola elementare di Maybrook, scomparsi tutti in circostanze apparentemente misteriose nello stesso giorno alle 2:17 di notte.

L’attrice sul set di Weapons – fonte: Warner Bros. Pictures

Un ruolo femminile già iconico per la sua fisicità, per l’abbigliamento variopinto e per l’aspetto eccentrico ed al contempo particolarmente inquietante. Si può dunque affermare che parte del successo di Weapons sia anche dovuto alla performance attoriale di Amy Madigan, che dopo anni di piccoli ruoli in progetti cinematografici e televisivi dimenticabili, torna alla ribalta con un’interpretazione horror memorabile che sembra già destinata a diventare cult, nel bene e nel male.

Una scena terrificante di Weapons – fonte: Warner Bros. Pictures

Non guasta che Weapons stia facendo faville al box-office internazionale, specialmente quello statunitense dove, a fronte di una campagna marketing virale ed azzeccatissima, ha incassato oltre 150 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 38 milioni di produzione. Un film che sta quindi già diventando un cult, e Warner Bros. Pictures si sta preparando ad una campagna premi massiccia per Madigan e per altre categorie nelle quali potrebbe concorrere il film (sceneggiatura originale, trucco ed acconciatura, montaggio sembrano raggiungibili).

Sarà un’altra annata horror agli Oscar dopo l’exploit dello scorso anno di The Substance?


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