Dracula

Dracula – L’amore perduto, la recensione

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Dopo essere stato presentato in anteprima italiana al Roma Film Fest, sbarca nelle sale italiane in tempo per i festeggiamenti di Halloween Dracula – L’amore perduto, il nuovo adattamento del celeberrimo romanzo di Bram Stoker curato dal regista francese di culto Luc Besson.

Nel quindicesimo secolo, il principe Vladimir reagisce alla morte dell’amata moglie maledicendo Dio. A causa del suo affronto, viene trasformato in vampiro ed è costretto a un’immortalità nel buio. Secoli dopo, nella Parigi del diciannovesimo secolo, Vladimir scopre il doppelgänger della moglie e non può trattenersi dall’inseguirla, anche se così facendo rischia la vita. Un incipit che non soltanto riporta alla mente la novità contenutistica che nel 1992 aveva apportato Francis Ford Coppola nel suo straordinario Dracula, ma che ne espande ed approfondisce suggestioni, ri-letture e punti di vista sul mitico personaggio vampirico della letteratura e del cinema.

Caleb Landry Jones in una scena di Dracula – fonte: Lucky Red

In Dracula – L’amore perduto, Luc Besson si riappropria di tutta la sua versatilità cinematografica (nello stile ma soprattutto nei generi da lui affrontati in passato dietro la macchina da presa) per riportare sul grande schermo uno dei romanzi più adattati al cinema e alla tv di tutti i tempi, aggiornandolo ad un bacino di potenziali spettatori di grande trasversalità. Ecco perché il film con Caleb Landry Jones (divertente e gigione nei panni del Conte protagonista), il premio Oscar Christoph Waltz e una scatenata e luciferina Matilda De Angelis (la più brava di tutti nel film) attraversa differenti toni e registri cinematografici.

Caleb Landry Jones in una scena del film – fonte: Lucky Red

Dal fumettistico all’orrorifico vecchio stampo, fino al melodramma storico impregnato di acceso sentimentalismo, il Dracula di Luc Besson cerca di accontentare più palati rimanendo fedele a se stesso: è prima di ogni altra cosa una storia d’amore lunga 400 anni, non un adattamento del romanzo di Stoker classicheggiante e graniticamente horror. Eppure, a voler calcare la mano sul sentimento amoroso tra i personaggi interpretati da Landry Jones e Zoe Bleu (qui nel doppio ruolo della Principessa Elisabetta e della vittoriana Mina Harker), Besson dimentica di dare forma e sostanza caratterizzanti alla sua trasposizione, che mai spicca per identità e spunti innovativi ed inediti.

Una scena di Dracula – L’amore perduto – fonte: Lucky Red

Sullo scheletro esile di una struttura contenutistica che era già stata rivoluzionariamente tracciata da Coppola nel capolavoro del 1992, Dracula – L’amore perduto rincara la dose romantica e dimentica di portare sul grande schermo un lungometraggio originale ed accattivante. Ad epitaffio di un’ennesima rilettura dell’opera letteraria di Bram Stoker, rimane un certo gusto per la messa in scena (interessante e di gusto spostare molte delle vicende dalla Londra vittoriana alla Parigi della Belle Epoque) e per la direzione divertita dei suoi interpreti principali, perfettamente in sintonia con la visione del cineasta francese.

Bizzarro, ma infine dimenticabile.

Dracula – L’amore perduto arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 29 ottobre con Lucky Red.

VOTO: 2/5


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