Dopo gli ottimi incassi ricevuti negli Stati Uniti e un passaparola di grandissimo livello, arriva finalmente nelle nostre sale Marty Supreme, il nuovo film scritto e diretto da Josh Safdie con protagonista un rocambolesco Timothée Chalamet.
Negli Stati Uniti degli anni 50, Marty Mauser è un imbroglione che riesce a raddrizzare la propria storia e a diventare un campione di ping pong. Dalla vita vissuta alla giornata come scommettitore a Manhattan, alla vittoria di 22 titoli, chiudendo la carriera all’età di 67 anni dopo essere diventato il più anziano giocatore di tennis tavolo a vincere una competizione nazionale. Ispirato alla vera storia del giocatore di ping pong Marty Reisman, il nuovo film di Josh Safdie lascia senza fiato e a bocca spalancata.

Proseguendo un percorso narrativo già ampiamente affrontato in pellicole come Good Time e Diamanti grezzi (realizzati, questi due, in tandem registico assieme al fratello Benny), Josh Safdie decice di raccontare la storia di Marty Mauser per la prima volta in solitaria dietro la macchina da presa. Il risultato è un viaggio adrenalinico nell’America degli anni ’50 che non lascia spazio di respiro allo spettatore. Le peripezie del giovane ed energetico protagonista (arrogante, menzognero, narcisista, adorabilmente detestabile) sono narrativamente puntellate da un ritmo del racconto cinematografico frenetico, una corsa a perdifiato appassionante, grottesca, indimenticabile sul grande schermo.

Un’esperienza impagabile sul grande schermo corredata da un’attenzione maniacale ed ossessiva alla ricostruzione dei luoghi del lontano decennio dei 50′ negli Stati Uniti, un tempo che in Marty Supreme viene sublimato dal’eccentricità e dal carisma del protagonista interpretato da un Timothée Chalamet qui larger than life. Lo stesso Marty Mauser, assetato di sogni di gloria, sembra voler allogoricamente riferirsi ad un’America tutta che, dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale (da cui la superpotenza mondiale era uscita vincitrice schiacciante) si erge a rampante esempio di luogo di infinito ottimismo storico e culturale, stato fisico e mentale di un possibilismo per il quale ogni sogno sarebbe potuto divenire realtà.

Se dunque è vero che il nuovo film di Josh Safdie sia un prodotto parzialmente riuscito perché scritto ed ideato specificatamente sul corpo ed il talento imprevedibile e sfaccettato di Chalamet, al contempo Marty Supreme innesta dunque le sue riflessioni più acute ed interessanti proprio sull’ideale americano del “Dream Big” di cui si fa carico il protagonista del pluricandidato lungometraggio, già tra i titoli di maggiori richiamo per possibili e svariate nomination all’Oscar (dopo i meritati Critics’ Choice e Golden Globe ottenuti dall’attore principale).
Con un cast, oltre a Chalamet, irresistibile e curiosamente eterogeneo formato anche da una ritrovata Gwyneth Paltrow, una sorprendente Odessa A’zion, e con Kevin O’Leary e Fran Drescher.
Marty Supreme arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 22 gennaio con la distribuzione di I Wonder Pictures.
VOTO: 4,5/5






