Spider-Man: Un nuovo universo – La recensione del film d’animazione targato Marvel e Sony

Seguici anche su:
Pin Share

Di Simone Fabriziani

Il film di animazione più sorprendente dell’anno è Spider-Man: Un nuovo universo, in arrivo nelle sale italiane a partire dal 25 dicembre con la distribuzione di Sony Pictures Italia, il titolo perfetto per portare nelle sale grandi e piccini, famiglie e fan della prima ed ultima ora nella divertente celebrazione del più famoso supereroe nato dal genio creativo del compianto Stan Lee.

Progetto cinematografico finanziato anche dai Marvel Studios, il curioso film di animazione diretto a sei mani da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman mescola sbalorditiva tecnica di realizzazione pur mantenendone i crismi narrativi delle migliori tavolozze dell’Uomo-Ragno nato dalla penna di Stan Lee e dai disegni di Steve Ditko; eppure, almeno per questa volta, la storia parte dalla fine, con l’introduzione al nuovo pubblico del giovane Miles Morales, ragazzo di Brooklyn di origine ispanica che negli ultimi albi a fumetti ha soppiantato il tradizionale Peter Parker a favore di un nuovo ospite al di sotto del costume dell’amichevole Spider-Man di quartiere della Grande Mela. Un pericoloso esperimento intradimensionale escogitato dal villain Wilson Fisk metterà a repentaglio la sicurezza della città e,imprevedibilmente, creerà un punto di contatto in cui tutte le dimensioni parallele dello stesso supereroe si incontreranno con conseguenze imprevedibili.

L’incontro/scontro con i differenti Spider-Man di matrici e  dimensioni differenti si trasforma così in un elogio sperticato ed amoroso verso il più celebre eroe mascherato della tradizione Marvel; chiunque può indossare la maschera del ragno vendicatore, in qualunque dimensione o declinazione artistica immaginabile. Inno alla creatività e all’immortalità del personaggio di Lee e Ditko, Spider-Man: Un nuovo universo celebra le più moderne riletture del mito dell’uomo-ragno facendo collidere altrettanti nuovi volti dietro la maschera, protagonisti (reali) di altrattanti albi a fumetti di ieri ed oggi.
Ma fate attenzione: il film di Persichetti, Ramsey e Rothman è allo stesso tempo il miglior prodotto cinematografico dedicato all’eroe mascherato Marvel da anni a questa parte: se è vero che Spider-Man è immortale perché immortali sono le sue incarnazioni nella storia del fumetto, è altresì vero che questa è, alle fondamenta, la storia di iniziazione di Miles Morales (creato dall’italiana Sara Pichelli e dalle tavole di Brian Michael Bendis), prova in carta e disegni dell’eternità del ragno di Brooklyn, oltre ogni pregiudizio, deriva tradizionalista, preconcetto e testimone del passaggio di consegne della tuta dalla tradizione all’innovazione del nuovo Spider-verso nelle migliori fumetterie di tutto il mondo.
Glorificazione del più grande supereroe Marvel dalla tecnica di animazione straordinariamente dinamica, immersiva e, per una volta passateci il termine qui più azzeccato che mai, fumettosa.
Sontuoso il cast di voci originali: i premi Oscar  Mahershala Ali e Nicolas Cage, fino a passare per Jake Johnson, Hailee Steinfeld e un inedito Chris Pine.
VOTO: 7/10




Pubblicato

in

da