Dopo una calorosa accoglienza al Telluride Film Festival dove ha avuto la sua premiére mondiale, arriva finalmente nelle nostre sale Springsteen: Liberami dal nulla, il film biografico scritto e diretto da Scott Cooper che racconta alcuni degli anni decisivi nella carriera e nella vita privata di Bruce “Il Boss” Springsteen, stella della musica rock americana.
Il film Springsteen: Liberami dal male racconta un momento decisivo nella carriera di Bruce Springsteen, ambientato all’inizio degli anni ’80, quando l’artista si trovava a un bivio creativo e personale. Diretto da Scott Cooper e interpretato da Jeremy Allen White (il protagonista della serie The Bear) nel ruolo del cantautore, il film si concentra sul periodo in cui Springsteen compose i brani che avrebbero dato vita al suo album Nebraska, un lavoro acustico, intimo e segnato da un forte impulso autobiografico, mentre registrava anche i demo che sarebbero poi diventati Born in the U.S.A.

Tratto dal libro di Warren Zanes Liberami dal nulla, il film Springsteen: Liberami dal male traccia una linea parallela con gli altri lungometraggi biopic degli ultimi anni, discostandosene ma al contempo traendo benefici e lezioni cinematografiche dai suoi illustri (e anche più recenti) predecessori. La pellicola di Scott Cooper preferisce difatti circumnavigare i prodromi e i cliché di genere per abbandonarsi ad un racconto dal taglio preponderantemente intimista, dove la musica la fa sì da padrone, ma non sui palcoscenici dei grandi e vigorosi concerti del Boss a ritmo delle sue hit più orecchiabili e riconoscibili, no.

Springsteen: Liberami dal nulla preferisce difatti raccontare la leggenda vivente della musica americana nei suoi silenzi enigmatici, attraverso i prismi rifrangenti dei suoi traumi del passati, del rapporto burrascoso con il padre, della depressione post-successo professionale. Il Bruce Springsteen interpretato da Jeremy Allen White (ma oltre a lui, il cast è tuttavia incorniciato anche da Jeremy Strong, Stephen Graham e Gaby Hoffman) è l’interiorizzazione della propria psiche fragile e frammentata a discapito di una struttura narrativa che, nei biopici musicali soprattutto, solitamente padroneggia e preferisce il trascinante commento sonoro alle ombre più inedite del/della protagonista.

La registrazione (e la nascita) del rivoluzionario album Nebraska diventa così catalizzatore di una redenzione interiore per il nostro protagonista, costretto dalla fama e dalle imprevedibili circostanze della vita e del successo a fare i conti finale con i propri demoni e le proprie fragilità. Ne nasce quindi un lungometraggio dal cuore e dall’animo nobile, che tuttavia Scott Cooper non trasforma mai veramente in opera cinematografica indimenticabile o inedita.
Seppur nelle buone intenzioni in fase di scrittura e adattamento, Springsteen: Liberami dal nulla vuole farsi carico di una sensibilizzazione alla salute mentale che non diviene però mai elemento essenziale del tessuto narrativo del film, che affronta ( e risolve?) sì i demoni del passato del Boss, ma con grande e diffusa superficialità, e mai veramente a testa alta.
Springsteen: Liberami dal nulla arriva nelle nostre sale da giovedì 23 ottobre con 20th Century Studios.
VOTO: 2,5/5






