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20 settembre 2018

The Wife - Vivere nell'ombra - La recensione del film con Glenn Close e Jonathan Pryce

Di Simone Fabriziani

Joan Castleman (Glenn Close) è stata per quarant'anni la moglie perfetta. All'ombra del carismatico marito Joe (Jonathan Pryce), ne ha favorito la carriera da scrittore e ne ha ignorato l'infedeltà, accettando compromessi e bugie. Joan, però, ha raggiunto il suo livello massimo di sopportazione e, alla vigilia del premio Nobel al marito, decide di riprendersi in mano la sua esistenza, riscoprendosi come donna. Tratto dal romanzo omonimo di Meg Wolitzer, arriva nelle sale italiane il 4 ottobre con Videa Distribuzione The Wife - Vivere nell'ombra.

Piazza Vittorio - La recensione del film documentario di Abel Ferrara

Di Pietro Lafiandra

L’occhio della cinepresa non è un occhio oggettivo. Questo è uno dei grossi fraintendimenti non solo del rapporto che lo spettatore intrattiene con l’iper-proliferare di immagini che caratterizza il contemporaneo ma con gran parte del cinema “sociale” stesso. 

12 settembre 2018

Un affare di famiglia - La recensione del film vincitore della Palma d'oro a Cannes 2018

Di Simone Fabriziani

Dopo una delle loro sessioni di taccheggio, Osamu e il figlio si imbattono in una bambina lasciata al freddo. Seppur dapprima riluttante, la moglie di Osamu accetta di prendersene cura dopo avere appreso le difficoltà che la piccola deve affrontare. Sebbene la famiglia sia povera e guadagni solo lo stretto necessario per sopravvivere, tutti sono felici finché un incidente imprevisto porta alla luce segreti tenuti ben nascosti, mettendo alla prova ogni legame. Vincitore della prestigiosa Palma d'oro all'ultimo festival di Cannes, arriva nelle sale italiane Un affare di famiglia, scritto e diretto da Hirozaku Koreeda.

La profezia dell'armadillo - La recensione del film ispirato alla graphic novel di Zerocalcare

Di Massimo Vozza

Il fumettista Michele Rech (in arte Zerocalcare) dalla sua prima pubblicazione nel 2011 è riuscito a parlare a e per la sua generazione, non trascurando mai un certo impegno socio-politico affrontato sempre con cinica ironia. A distanza di sette anni, Rai Cinema e Fandango tentano la trasposizione cinematografica della sua graphic novel La profezia dell’armadillo, con risultati alquanto discutibili soprattutto in confronto all’opera originale.

8 settembre 2018

Venezia 75: Driven - La recensione del film di chiusura del festival con Jason Sudeikis e Judy Greer

Di Daniele Ambrosini

Ispirato alla storia vera che condusse all'arresto per spaccio di droga del noto ingegnere automobilistico John DeLorean, il film di Nick Hamm segue la storia di Jim Hoffman, un ex pilota di elicotteri diventato un informatore dell'FBI dopo essere stato sorpreso mentre tentava di importare dalla Colombia un grosso carico di cocaina.

Venezia 75: Shadow - La recensione del nuovo film di Zhang Yimou

Di Daniele Ambrosini

L'acclamato regista cinese Zhang Yimou, in passato vincitore di due Leoni d'Oro, fa ritorno al Lido, questa volta fuori concorso, con Shadow, un film molto godibile, ma non del tutto riuscito.

7 settembre 2018

Venezia 75: Killing - La recensione del nuovo film di Shinya Tsukamoto

Di Daniele Ambrosini

Shinya Tsukamoto, autore dei cult Tetsuo e A Snake of June, con il suo Zan è l’ultimo autore in concorso della settantacinquesima edizione della Mostra del cinema di Venezia, nonché l’unico asiatico nella selezione principale del Festival.

Venezia 75: Capri Revolution - La recensione del nuovo film di Mario Martone

Di Massimo Vozza

In dirittura d’arrivo, Venezia 75 presenta in concorso nella selezione ufficiale una purtroppo deludente e presuntuosa opera italiana diretta da Mario Martone (Il giovane favoloso).

6 settembre 2018

Venezia 75: The Nightingale - La recensione del film di Jennifer Kent

Di Daniele Ambrosini

La regista australiana Jennifer Kent aveva ampiamente convinto pubblico e critica con la sua riuscitissima opera prima, quel Babadook che, insieme ad una manciata di altri iconici film come The Witch e It Follows, aveva contribuito a ridefinire i canoni dell’horror moderno; la sua seconda prova dietro la macchina da presa perciò, date le premesse, era molto attesa. Definito da Barbera come “una scommessa”, The Nightinagale è l’unico film diretto da una donna in concorso in questa edizione della Mostra del cinema di Venezia, fatto che non ha mancato di suscitare polemiche.

5 settembre 2018

Venezia 75: 22 Luglio - La recensione del film diretto da Paul Greengrass

Di Massimo Vozza

Ottavo giorno di Venezia 75, ennesimo film distribuito da Netflix. Questa volta si tratta di 22 July, dramma norvegese basato su una storia vera firmato dal britannico Paul Greengrass (Jason Bourne).
I fatti narrati partono per l’appunto dal 22 luglio 2011, quando nella città di Oslo e soprattutto nell’isola di Utøya la Norvegia è stata colpita da una serie di attentati per mano dell’estremista di destra Anders Breivik; l’opera sceglie di seguire anche, per la maggior parte del tempo filmico, i mesi successivi soffermandosi, in modo non proprio approfondito, le conseguenze dell’evento seguendo diversi personaggi fino ad arrivare al processo finale all’attentatore.

Venezia 75: Opera senza autore - La recensione del nuovo film del premio Oscar Florian Henckel von Donnersmarck

Di Daniele Ambrosini

Dopo il premio Oscar vinto con Le vite degli altri, il regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck aveva tentato la fortuna sul mercato internazionale dirigendo il mediocre The Tourist. Ad otto anni di distanza da quell'ultimo, poco riuscito, lavoro dietro alla macchina da presa Donnersmarck fa un ritorno in grande stile con Opera senza autore, già scelto come rappresentante del cinema tedesco ai prossimi Oscar.

Venezia 75: Nuestro Tiempo - La recensione del nuovo film di Carlos Reygadas

Di Daniele Ambrosini

In Nuestro Tiempo Carlos Reygadas, visto al cinema l’ultima volta con Post Tenebras Lux, dirige e interpreta una versione fittizia di sé stesso, un mandriano che ha una relazione aperta con la moglie che, però, un giorno decide di andare a letto con un altro uomo alle sue spalle, tradendo la sua fiducia.

Dark Crimes - La recensione del thriller con protagonista Jim Carrey

Di Dario Ghezzi

Tadek è un poliziotto polacco caduto in disgrazia. I suoi superiori lo hanno declassato in mansioni d’ufficio oltremodo noiose e l’uomo trascorre la sua vita in modo noioso e senza stimoli, con una moglie e una figlia con cui manca un vero e proprio dialogo. Tadek, tra una pausa e l’altra del lavoro, dimostra di essere ancora ossessionato da un vecchio caso e cioè la morte di un giovane avvenuta alcuni anni prima. L’uomo si imbatte nella lettera di un romanzo scritto da un autore molto famoso e in ascesa che somiglia proprio alla confessione dell’omicidio su cui sta investigando, con tanto di particolari. Da questo momento, la volontà di inchiodare il diabolico assassino diventa l’unica ragione di vita di Tadek. 

4 settembre 2018

Venezia 75: Vox Lux - La recensione del film musicale di Brady Corbet con Natalie Portman

Di Massimo Vozza

A tre anni dalla sua opera prima L'infanzia di un capo, l'attore e regista Brady Corbet torna con un nuovo film, estremamente critico e di non facile assimilazione, presentato oggi in concorso a Venezia 75: un film destinato a dividere.

Venezia 75: Acusada - La recensione del film argentino in concorso ufficiale

Di Daniele Ambrosini

Dolores è una ragazza accusata di aver ucciso la migliore amica, Camilla. Dopo due anni e mezzo dal delitto vengono finalmente formulate le accuse contro di lei che dovrà perciò difendersi in tribunale. Il suo caso è diventato incredibilmente popolare, ma i media non sono dalla sua parte. La vita di Dolores e della sua famiglia è cambiata per sempre dopo quel tragico evento e per loro questo processo rappresenta l'ultima spiaggia prima del tracollo finanziario ed emotivo che distruggerebbe per sempre il fragile equilibrio che si era venuto a creare grazie ad un pericoloso clima di silenzio.

Venezia 75: Tramonto - La recensione del nuovo film del premio Oscar László Nemes

 Di Daniele Ambrosini

Dopo il clamoroso successo ottenuto con la sua opera prima, quel Il figlio di Saul che gli fece ottenere il Gran Prix a Cannes e l'Oscar al miglior film straniero, l'ungherese László Nemes era atteso al varco, e le aspettative molto alte nei confronti della sua seconda prova dietro la macchina da presa non sono state disattese.

3 settembre 2018

Venezia 75: Dragged Across Concrete - La recensione del film con Mel Gibson e Vince Vaughn

Di Daniele Ambrosini

Mel Gibson e Vince Vaughn interpretano Brett Ridgeman e Anthony Lurasetti, una coppia di poliziotti violenti che un giorno vengono filmati durante un arresto condotto in maniera non ortodossa. Questo procura ai due una sospensione di sei settimane, non retribuite, in un momento delicato nella vita di entrambi: Brett ha bisogno di lavorare per prendersi cura della moglie malata di sclerosi multipla e per potersi permettere di trasferirsi in un quartiere più sicuro per sua figlia; mentre Anthony aspetta il momento giusto per fare la proposta di matrimonio alla sua fidanzata.

Venezia 75: Van Gogh - At Eternity's Gate - La recensione del biopic con Willem Dafoe

Di Daniele Ambrosini

At Eternity's Gate torna a parlare di quella parte della vita di Van Gogh che tutti conosciamo, ripercorrendo il periodo più noto all'interno della biografia del pittore olandese, quei due anni (1888-89) trascorsi prima ad Arles a dipingere e successivamente nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rèmy-de-Provence, poco prima della sua morte.

Venezia 75: Charlie Says - La recensione del biopic su Charles Manson con Matt Smith

Di Massimo Vozza

In attesa del prossimo film di Quentin Tarantino, a Venezia 75 nella sessione Orizzonti è stato già presentato Charlie Says dramma sulla Manson Family e in particolare modo incentrato sulle figure di Leslie, Patricia e Susan, detenute a causa dei crimini commessi nel 1969, compreso l’omicidio di Sharon Tate.

2 settembre 2018

Venezia 75: La Quietud - La recensione del film di Pablo Trapero con Bérénice Bejo

Di Daniele Ambrosini

Pablo Trapero torna alla Mostra del Cinema di Venezia a distanza di tre anni dal premio alla regia ricevuto nel 2015 grazie a Il Clan con un dramma familiare con protagonista un'inedita Berenice Bejo.