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11.9.19

Angry Birds 2 - Nemici Amici Per Sempre - La recensione del divertente sequel animato targato Sony

Di Massimo Vozza

A distanza di tre anni la Sony porta in sala il sequel del lungometraggio animato Angry Birds - Il Film, basato sull’omonima serie di videogiochi, dal titolo Angry Birds 2 - Nemici amici per sempre; stavolta però la premessa del progetto è evidentemente differente: mentre il primo tentava ricalcare lo schema del videogame, dove gli arrabbiati uccelli si lanciano con la fionda contro i perfidi maiali verdi, questo secondo non solo crea un’insolita alleanza tra le due fazioni nemiche ma cita il sistema di gioco il minimo indispensabile, riuscendo però sorprendentemente a creare una storia carina e divertente, ricca di divagazioni e citazioni, tra le quali alcune indirizzate maggiormente al pubblico adulto.

10.9.19

E poi c'è Katherine - La recensione della commedia con Emma Thompson e Mindy Kaling

Di Anna Martignoni

Katherine Newbury è l’unica stella al femminile a brillare nel mondo dei Late Shows e della commedia di tarda notte. Con i suoi capelli corti e i blazers maschili, Katherine tiene a bada lo staff di autori e sceneggiatori che la circonda in modo distaccato e cinico. Quando il produttore esecutivo la minaccia di cacciarla dallo show, Katherine corre ai ripari assumendo Molly, ex dipendente di un’industria chimica della Pennsylvania con la passione per gli sketch comici. Insieme, la conduttrice e il suo staff dovranno superare varie incomprensioni e collaborare per salvare il talk show.

7.9.19

Venezia 76: The Burnt Orange Heresy - La recensione del film di chiusura

Di Massimo Vozza

Film di chiusura fuori concorso di Venezia 76 e seconda opera del regista Giuseppe Capotondi (La doppia ora) che torna a presentare il proprio lavoro nuovamente al Lido dopo dieci anni, The Burnt Orange Heresy è un contemporaneo thriller noir ambientate nel mondo dell’arte coprodotto da Regno Unito e Italia.

Venezia 76: Giants Being Lonely - La recensione dell'atipico coming of age di Grear Patterson

Di Daniele Ambrosini

Giants Being Lonely oltre ad essere la prima esperienza da produttore di Olmo Schnabel, figlio del pittore e regista Julian, segna l'esordio dietro la macchina da presa dell'artista multimediale Grear Patterson, che si rivela essere una delle nuove voci più promettenti e interessanti del panorama indipendente americano (quello davvero indipendente), nonché una delle più grandi e gradite sorprese della settantaseiesima edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

6.9.19

Venezia 76: Waiting for the Barbarians - La recensione del film con Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson

Di Massimo Vozza

La selezione ufficiale dei film in concorso di Venezia 76 si chiude con una delusione: il nuovo film di Ciro Guerra dal titolo Waiting for the Barbarians, tratto dall’omonimo romanzo di J. M. Coetzee. Nonostante sia interpretata da attori del calibro del premio Oscar Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson, l’opera riprende il filone del difficile incontro tra culture diverse in un’epoca passata (in questo caso non specificata); il problema però non è stato tanto il rifarsi a qualcosa di già visto ma il non saperlo portare avanti degnamente, un po’ per vuotezza nei contenuti, un po’ per eccessive divagazioni narrative. 

Venezia 76: La mafia non è più quella di una volta - La recensione del documentario satirico di Franco Maresco

Di Daniele Ambrosini

Franco Maresco torna sul grande schermo con La mafia non è più quella di una volta, un documentario che riparte laddove si era fermato Belluscone - Una storia siciliana, di cui è considerabile una continuazione. Se il film del 2014 utilizzava la figura di Silvio Berlusconi ed i suoi trascorsi con la mafia come scusa per riflettere sul rapporto tra la popolazione palermitana e la politica contemporanea, e viceversa, in questa sua nuova opera Maresco affronta direttamente la questione del rapporto tra la popolazione locale e la mafia, o meglio della percezione di quest'ultima  in territorio siciliano.

Venezia 76: No. 7 Cherry Lane - La recensione della bizzarra favola animata di Yonfan

Di Daniele Ambrosini

No. 7 Cherry Lane, l'unico film animato in concorso a Venezia quest'anno, è sicuramente uno dei titoli più divisivi dell'intera manifestazione, per la sua natura bizzarra e strampalata, per il suo essere un film profondamente eccessivo nella forma e sfacciato nei confronti dello spettatore, che mette alla prova sballottandolo incessantemente, seppur con dolcezza e con un'estrema dose di lentezza. Insomma, l'opera di Yonfan è il classico film che viene recepito così come è stato pensato, ovvero senza mezze misure. 

5.9.19

Venezia 76: Gloria Mundi - La recensione del film sociale di Robert Guédiguian

Di Massimo Vozza

Prima di scrivere del peggior film visto dal sottoscritto a Venezia 76 avrei una premessa da fare: a volte, quando entriamo in sala qui alla Mostra, tutto quello che scegliamo di sapere sono al massimo poche righe di sinossi, le stesse che troviamo sul sito della Biennale. Vorrei nel caso di Gloria Mundi, coproduzione di Francia e Italia diretta da Robert Guédiguian, riportarla letteralmente: A Marsiglia una famiglia si riunisce per la nascita della piccola Gloria. Nonostante la gioia, per i giovani genitori sono tempi duri. Mentre lottano per uscire dalla difficile situazione, si ricongiungono con il nonno di Gloria, un ex carcerato.

Venezia 76: A Herdade - La recensione del dramma familiare del portoghese Tiago Guedes

Di Daniele Ambrosini

Protagonista de A Herdade è João, erede della più grande tenuta di tutto il Portogallo. In un prologo ambientato nel 1946 vediamo il padre che manda Joaquim, il suo giovane braccio destro, a chiamare il piccolo João per fargli vedere il cadavere del fratello, impiccatosi su uno degli alberi della immensa proprietà, così da insegnargli il valore del fallimento. Poi il film si sposta nel 1973, quando João ha preso il controllo, con Joaquim al suo fianco, la tenuta è al massimo della sua espansione ed è diventata quasi "una zona franca", tanto da far preoccupare il governo. Con la rivoluzione comunista alle porte, però, le sfide da affrontare saranno diverse. La seconda metà del film, poi, è ambientata nel 1991, e si concentra sul periodo di decadenza del podere e sulle conseguenze che il rapporto tra João e Joaquim ha sui loro figli, ormai quasi adulti.

Venezia 76: The Painted Bird - La recensione dello sconvolgente e violento film di Václav Marhoul

Di Daniele Ambrosini

The Painted Bird è sicuramente il film più discusso e controverso della settantaseiesima edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, la radicale opera del regista croato Václav Marhoul, tratta dall'omonimo romanzo di Jerzy Kosinski, è un violentissimo racconto di formazione che non fa sconti a niente e nessuno e per il quale non esistono le vie di mezzo, o lo si ama o lo si odia. Ma, checché se ne pensi, The Painted Bird è un film coraggioso che mette lo spettatore al centro dell'esperienza cinematografica, un film davanti al quale è del tutto impossibile restare indifferenti, e non è mica poco.

Venezia 76: Saturday Fiction - La recensione del film di Ye Lou

Di Massimo Vozza

A Venezia 76 è servito l’arrivo del nuovo film del regista cinese Ye Lou, tratto da La donna vestita di rugiada della scrittrice Hong Ying, per portare finalmente un po’ di tensione ben costruita e della violenza non gratuita. Saturday Fiction (Lan Xin Da Ju Yuan) è sì oggettivamente una proposta dal sapore retrò ma che qui non può non apparirci anche come una boccata di aria fresca in confronto agli altri titoli di questa annata della Mostra. 

4.9.19

Venezia 76: Babyteeth - La recensione dell'opera prima di Shannon Murphy con Eliza Scanlen e Ben Mendelsonh

Di Daniele Ambrosini

Molto atteso a Venezia, Babyteeth, adattamento dell'omonima opera teatrale di Rita Kalnejais, anche sceneggiatrice del film, segna l'esordio alla regia di un lungometraggio dell'australiana Shannon Murphy, seconda e ultima regista donna in concorso al Lido quest'anno. Il suo è un coming of age agrodolce, nonché una delle più gradite sorprese del concorso ufficiale di questa edizione del festival veneziano. 

Venezia 76: Burning Cane - La recensione del film rivelazione del diciannovenne Phillip Youmans vincitore del Tribeca

Di Daniele Ambrosini

Tra i titoli più piccoli e interessanti dell'ultima edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia c'è sicuramente Burning Cane, film d'esordio del diciannovenne americano Phillip Youmans che ha prodotto questa sua opera prima attraverso il crowd founding durante gli anni del liceo e che è riuscito a portare a termine la post-produzione grazie all'intervento di un giovane candidato agli Oscar, il Benh Zeitlin di Re della terra selvaggia. Tra i titoli rivelazione di questa stagione cinematografica, Burning Cane ha vinto il premio principale dell'ultima edizione del Tribeca Film Festival, dove Youmans è diventato ufficialmente il regista più giovane mai selezionato dalla manifestazione. 

3.9.19

Venezia 76: Guest of Honour - La recensione del film di Atom Egoyan con David Thewlis e Luke Wilson

Di Massimo Vozza

Questa edizione della Mostra del cinema di Venezia è ormai oltre il giro di boa e la stanchezza sembra aumentare di pari passo alla scarsa qualità della maggioranza dei film. La controprova è nel non riuscito Guest of Honour dove torna innanzitutto il tema della famiglia, nello specifico il difficile rapporto tra un padre e una figlia, in un dramma dalle tinte thriller che gira intorno al senso di colpa e alla redenzione. 

Venezia 76: Sull'infinito - La recensione del nuovo film di Roy Andersson

Di Simone Fabriziani

Una soave voce femminile racconta storie di diverse umanità. Attraverso una serie di momenti apparentemente banali, si riflette sullo splendore della vita, sulla sua grandezza, sulla sua crudeltà e sulla sua banalità.  Situazioni insignificanti assumono così la stessa importanza di significativi eventi storici: una coppia fluttua sulla città di Colonia devastata dalla guerra; sulla strada per una festa di compleanno, un padre si ferma a legare i lacci delle scarpe della figlia sotto la pioggia battente; ragazze adolescenti ballano fuori da un bar; un esercito sconfitto marcia verso un campo di prigionia. Questo è Sull'infinito  del regista e sceneggiatore svedese Roy Andersson, già Leone d'Oro 2014 per Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza.

It: Capitolo 2 - La recensione della seconda parte dell'horror tratto dal romanzo di Stephen King

Di Daniele Ambrosini

Arriva nelle sale italiane il 5 settembre, un giorno in anticipo rispetto a quelle americane, il capitolo conclusivo del dittico di It, adattamento cinematografico del romanzo cult di Stephen King inizialmente molto voluto da Cary Joji Fukunaga e poi, finalmente, portato sul grande schermo da Andres Muschietti per Warner Bros. Il primo film, uscito nelle sale nel 2017 è diventato in breve tempo l’horror dai maggiori incassi della storia del cinema, e non è detto che il seguito non possa fare bene quanto il suo predecessore. 

Venezia 76: Il Re - La recensione dell'adattamento shakespeariano di David Michod con Timothée Chalamet

Di Daniele Ambrosini

David Michod, dopo il passo falso di War Machine, dirige il suo secondo film per Netflix ottenendo risultati decisamente migliori. Il re è il ritorno in forma di Michod, che mette in scena un dramma shakespeariano propriamente detto, elegante e misurato, che ha tutto il sapore delle opere del bardo, reinterpretate sotto una lente propria sia del regista che del suo co-sceneggiatore, Joel Edgerton, quella del thriller psicologico.

Venezia 76: Martin Eden - La recensione del film con Luca Marinelli

Di Simone Fabriziani

Martin Eden (Luca Marinelli), un marinaio di umili origini, salva un borghese da un'aggressione al porto. Per ringraziarlo, questi lo invita nella sua abitazione, dove Martin incontra sua sorella Elena e si innamora. Martin decide quindi di studiare e di diventare uno scrittore, pur continuando a lavorare per vivere. La sua relazione con Elena si consolida e alla festa di laurea di lei fa la conoscenza di Brissenden, colui che diventa il suo mentore, lo introduce nei circoli socialisti e gli fa conoscere la filosofia.

2.9.19

Venezia 76: Madre - La recensione del film del candidato all'Oscar Rodrigo Sorogoyen

Di Daniele Ambrosini

Rodrigo Sorogoyen nel 2017 ha realizzato un cortometraggio dal titolo Madre, il quale gli ha fatto ottenere la sua prima candidatura all'Oscar, due anni dopo il regista spagnolo espande quel corto e lo trasforma, o meglio lo integra, in un lungometraggio che non è sola riproposizione delle stesse vicende, ma che è anzi un prodotto dall'evoluzione originale, che decide di non percorrere la via più ovvia, ma di osare e di costruire una storia affascinante e inaspettata.

1.9.19

Venezia 76: Panama Papers - La recensione del film di Steven Soderbergh con Meryl Streep e Gary Oldman

Di Daniele Ambrosini

Steven Soderbergh gira il suo secondo film per Netflix dopo il riuscito esperimento di High Flying Birds e lo fa dirigendo uno script di Scott Z. Burns, uno dei suoi più assidui collaboratori, in passato autore di The Informant! e Effetti Collaterali, con un cast di tutto rispetto capitanato da una camaleontica Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas